In mostra: Lisbona
Veduta della mostra O Impulso Fotográfico

Museu Nacional de História Natural e da CiênciaPríncipe Real

The Photographic Impulse: (Un)settling the Colonial Archive

In corso21 dicembre 2022 – 31 dicembre 2026A pagamento: vedi il sito

Una lettura decoloniale di fotografie e oggetti scientifici provenienti dalle spedizioni portoghesi di geodesia e antropologia nei territori colonizzati, dalla fine del XIX secolo al 1974.

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Le prime fotografie ritraggono pietre. Il cippo di confine L5 sulla frontiera sud-orientale dell’Angola, tra il 1912 e il 1914, con il topografo Gago Coutinho in posa davanti. Le didascalie originali sono esposte, comprese le espressioni razziste, e un pannello intitolato «Words Matter» spiega perché.

La sala è suddivisa in due sezioni. Le missioni di frontiera (1890–1932) mostrano i portatori africani che trasportavano gli strumenti topografici, schierati e classificati in base al lavoro svolto. Le missioni antropologiche (1936–1975) documentano ciò che venne dopo: fotografie identificative, schede dattiloscopiche provenienti da Timor, misurazioni pensate per classificare le persone in base alla razza. Tra le due sezioni sono esposte nuove opere degli artisti della mostra. Il percorso si conclude al Mural of Contradictions, dove i curatori invitano a lasciare sulla parete una propria reazione.

È una mostra di ricerca, ricca di testi sulle pareti e immagini d’archivio, che parla apertamente di scienza razzista e lavoro forzato. Si trova nella Room A001, l’ingresso è incluso nel biglietto del museo ed è gratuita la domenica dalle 10:00 alle 13:00. Sul sito del museo è disponibile una scheda introduttiva in inglese.

Da non perdere

  • Cippo di confine L5, Angola, 1912–1914

    Cercate la fotografia topografica di uomini in posa attorno a un cippo di confine in pietra sulla frontiera sud-orientale dell’Angola, con Gago Coutinho in primo piano.

  • Impronte digitali e palmari da Timor

    Schede con impronte digitali e palmari rilevate dalla Anthropological Mission of Timor durante la campagna del 1968: la misurazione si concentra sulle mani.

  • ELSE (Elsewhere, Somewhere, Everywhere)

    L’installazione di Helena Elias presenta nove tipi di punti geodetici e cippi di confine usati per fissare le frontiere coloniali.

  • Che cos’altro si misura?

    L’installazione di Marinho de Pina è uno specchio con un adesivo in vinile che pone questa domanda: il volto sottoposto alla misurazione è il vostro.

  • The Mural of Contradictions

    Una parete alla fine del percorso accoglie le reazioni dei visitatori, a partire dalle domande poste dai curatori, per esempio se c’è ancora qualcuno che pensa che la colonizzazione fosse animata da buone intenzioni.

Ideale per

  • Da soli
  • Per appassionati
  • Giornate di pioggia

Lascia perdere se

Se cercate reperti: questa sala è dedicata a fotografie coloniali, documenti e videoarte.

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Crediti fotografici

9

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