iMACBA – Museu d'Art Contemporani de BarcelonaRaval
Opere recenti di Anna Moreno sull’architettura utopica, incentrate su The Terminal Beach, un road movie sull’insediamento incompiuto del 1979 di Ricardo Bofill nel Sahara algerino.
Bambini del Sahara algerino cercano di barattare con la troupe in arabo e in francese, davanti alle facciate di un villaggio scolorite dal sole, che lo studio di Ricardo Bofill iniziò nel 1979 e non portò mai a termine. «Non sto fotografando rovine», dice la narratrice di The Terminal Beach. A Barcellona Bofill è noto per la vela del W Hotel alla Barceloneta; questo è il progetto che ha lasciato nel deserto.
Il film, della durata di 32 minuti, si guarda da una duna artificiale al piano terra. Di fronte allo schermo, A Question of Re-entry accosta immagini d’archivio in Super 8 dei progetti utopici di Bofill a riprese di Moreno in moto, mentre filma con la propria Super 8. Le finestre sono ricoperte da vinile blu e color terracotta.
Sono tre opere intorno a un unico film: è il film a costituire la visita. Caroline Elbaor, di ArtReview, ha scritto che Moreno mostra come «gli ambienti costruiti assumano una vita propria». La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso generale del MACBA; l’ingresso è gratuito per chi ha meno di 16 anni e dal giovedì al sabato a partire dalle 18. La chiusura, inizialmente prevista per settembre, è stata posticipata al 17 gennaio 2027.
Nel 1979 Ricardo Bofill avviò la costruzione di un insediamento nel Sahara algerino, ma non la portò mai a termine. Il film on the road di Anna Moreno, The Terminal Beach, si mette sulle sue tracce e fa da fulcro a una mostra sull’architettura utopica.
The Terminal Beach (2024–2025)
Un road movie di 32 minuti attraverso il villaggio abbandonato di Bofill nel Sahara: dune arancioni al crepuscolo viola, interni scheletrici e abitanti che disegnano sulla sabbia.
La duna
Cerca la duna artificiale in galleria: è lì che ci si siede per guardare il film.
A Question of Re-entry (2026)
Di fronte al film, immagini d’archivio in Super 8 dei progetti utopici di Bofill scorrono accanto a riprese di Moreno in moto con la propria cinepresa Super 8.
Untitled (Mercy) (2026)
Vinile blu e color terracotta applicato sopra le finestre della galleria, in risonanza con le forme geometriche dell’insediamento.
Cerchi dipinti o oggetti: sono tre opere costruite intorno a un unico film di 32 minuti.