In mostra: Washington

Library of CongressCapitol Hill

La promessa della Dichiarazione: un'idea rivoluzionaria (The Declaration's Promise: A Revolutionary Idea)

In corso3 luglio 2026 – 3 luglio 2027Ingresso gratuito

Attraverso le collezioni della biblioteca, la mostra ripercorre come gli americani abbiano discusso, difeso e cercato di realizzare i principi della Dichiarazione d'Indipendenza: gli ideali di uguaglianza, libertà e ricerca della felicità.

Altro a Washington

Nella prima stesura di Jefferson, le verità erano definite «sacre e innegabili». Franklin suggerì «evidenti di per sé», racconta il responsabile ad interim dei manoscritti della Library; più avanti, «sudditi» diventò «cittadini». Il testo fu sottoposto a 86 modifiche da Franklin, Adams e dal Congresso: qui si può leggere la pagina da cui partirono. A Capitol Hill si lavora ancora su bozze con le modifiche evidenziate; questa è all’origine di tutte.

La bozza è uno dei 121 oggetti esposti nella David M. Rubenstein Treasures Gallery. Il percorso comincia dalla Rivoluzione, con un Locke del 1690 e le prime edizioni della Dichiarazione pubblicate sui giornali, per poi proseguire attraverso sezioni intitolate a espressioni del testo, come «Creati uguali» e «Ricerca della felicità». Qui abolizionisti, suffragiste e leader dei diritti civili citano Jefferson per rivolgere le sue parole al Paese: da Frederick Douglass con «Il significato del 4 luglio» al discorso di Lincoln a Gettysburg. Tra le teche sono distribuiti chioschi digitali.

Vale la visita per scoprire su carta il dibattito fondativo degli Stati Uniti e per conoscere chi ha richiamato il Paese a tener fede ai suoi principi. L’ingresso è gratuito, ma tutti i visitatori devono prenotare un pass per una fascia oraria su loc.gov/visit.

Scelto dalla redazione

La prima stesura della Dichiarazione, redatta da Jefferson, mostra la correzione di «sacred & undeniable» in «self-evident». Attorno a essa, 121 oggetti raccontano un arco che va da un globo del 1775 alla penna di Walt Whitman e a una petizione del 1865 lunga 16,8 metri.

Da non perdere

  • La prima stesura di Jefferson

    Osserva le cancellature: «sacre e innegabili» lascia il posto a «evidenti di per sé» e «sudditi» a «cittadini». Sulla pagina di Jefferson si vedono le modifiche di Franklin e Adams.

  • La petizione lunga 55 piedi

    Una petizione del 1865, lunga quasi 55 piedi e firmata da oltre 3.000 abitanti neri della Carolina del Sud, che chiedevano il diritto di voto.

  • La penna di Walt Whitman

    Una penna, con ancora attaccata la vecchia etichetta: «Ricevuta da Walt Whitman, 7 gennaio 1891. Vedi nota».

  • Il globo di Rigobert Bonne del 1775

    Un globo di 31 cm, in carta dipinta a mano su cartapesta, montato su un supporto di legno con un anello zodiacale e un meridiano sormontato da un piccolo quadrante d’orologio.

  • La pianta di Philadelphia del 1752

    La pianta a griglia delle strade della città, con i proprietari dei terreni indicati; sopra, la prima immagine della State House in qualsiasi formato.

Ideale per

  • Cultura low cost
  • Per appassionati
  • Ospiti da fuori

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