iLeopold MuseumNeubau
Oltre 100 fotografie nel segno della lucida sobrietà della Nuova Oggettività, da Renger-Patzsch, Sander e Blossfeldt fino ad autori austriaci come Trude Fleischmann.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
L’unica immagine che il museo presenta prima dell’inaugurazione è una coppia di mani: *Creative Hands (Potter’s Hands)* di Albert Renger-Patzsch, realizzata tra il 1925 e il 1927. È la tesi della mostra in miniatura. Dopo la Prima guerra mondiale, i fotografi abbandonarono l’estetica morbida e romantica della «fotografia artistica» per uno stile «sobrio, nitido, oggettivo», più adatto a un mondo di industrie e città.
Oltre cento posizioni fotografiche raccontano la Germania di Weimar e la Prima Repubblica austriaca. Karl Blossfeldt, August Sander, Ellen Auerbach e Yva affiancano austriaci come Trude Fleischmann, Rudolf Koppitz e Otto Skall. Le opere in prestito provengono da musei e collezioni europei, insieme a lavori provenienti da raccolte private e mai pubblicati prima. La mostra si conclude nel 1933 e nel 1938, quando la presa del potere nazista e l’annessione dell’Austria posero fine al Modernismo e costrinsero gli artisti ebrei all’esilio.
Un secolo prima che disattivassi il filtro bellezza, questi fotografi eliminarono volutamente la messa a fuoco morbida. L’ingresso costa 19 €; il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10:00 alle 18:00.
Oltre 100 fotografie degli anni Venti e Trenta, da quelle di Renger-Patzsch, Sander e Blossfeldt fino a quelle di fotografi austriaci come Trude Fleischmann.
Renger-Patzsch, Creative Hands (Potter’s Hands)
Un primo piano delle mani di un vasaio al lavoro, realizzato tra il 1925 e il 1927: l’unica immagine che il museo presenta prima dell’inaugurazione.
imumok – Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien
imumok – Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien
iMAK – Museum of Applied Arts