In mostra: Vienna
Nessuna via di casa: gli ebrei viennesi in esilio (No Way Home: Viennese Jews in Exile), Museum Judenplatz

Jewish Museum Vienna (Jüdisches Museum Wien)Innere Stadt

Senza ritorno: ebrei viennesi in esilio (No Way Home: Viennese Jews in Exile)

In corso30 settembre 2026 – 4 aprile 202715 €

Al Museum Judenplatz: come, dopo il 1938, Vienna privò gli ebrei dei loro diritti e li costrinse a lasciare la città, e le vite di chi riuscì a fuggire.

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La famiglia Klarwill fuggì da Vienna portando con sé un Lederhose e un dirndl, entrambi esposti qui. Dopo l’Anschluss del marzo 1938, la comunità ebraica viennese, allora la terza più numerosa d’Europa, fu costretta a lasciare la città, deportata e assassinata. La mostra racconta chi riuscì a mettersi in salvo, senza trasformare il loro esilio in una storia di successo.

La curatrice Caitlin Gura dice di voler «riportare al centro le singole persone». Si vedono i pochi oggetti che riuscirono a salvare: una ricetta della Sachertorte in un libro di cucina della famiglia di Arnold Schönberg, il quaderno dell’esilio di Stefan Zweig e i mobili del salotto della famiglia Glück. Accanto, i documenti che vennero prima: dichiarazioni patrimoniali imposte, confische, un avviso di sfratto da un alloggio comunale.

Secondo APA, la mostra è piuttosto compatta. Il libro che la accompagna, pubblicato da Czernin, e l’app Cuseum raccolgono altre storie, anche da luoghi dell’esilio disseminati per le strade di Vienna. Si visita al Museum Judenplatz, con il biglietto da 15 euro che dà accesso anche a Dorotheergasse entro 7 giorni. Ingresso gratuito per gli under 19; chiusa il sabato e, il venerdì, alle 17:00.

Da non perdere

  • Il Lederhose e il dirndl dei Klarwill

    Cerca il costume tradizionale austriaco che una famiglia ebrea scelse di mettere in valigia quando fu costretta a lasciare il Paese a cui quel costume appartiene.

  • I disegni di Reinhold Eckfeld

    I suoi disegni ripercorrono il lungo viaggio verso l’Australia, dove diventò l’architetto che aveva sempre voluto essere; suo fratello Waldemar, invece, non riuscì mai ad ambientarsi.

  • L’ultima sera di Erich Zeisl

    Una fotografia ingrandita ritrae il compositore con la moglie, la suocera e un amico la sera prima della loro partenza.

  • Due libri disegnati per una figlia

    Il nonno di Ron Halbright li disegnò, scrisse e illustrò per la sua giovane figlia: raccontano Grinzing, dove lei crebbe, e le loro passeggiate sul Cobenzl.

  • L’avviso di sfratto dei Biegler

    La lettera che intimava a una coppia di lasciare il proprio alloggio comunale, benché credessero che lo status «ariano» di Elisabeth li avrebbe protetti; si ricongiunsero dopo il suo esilio a Shanghai.

Ideale per

  • Da soli
  • Per appassionati

Con i bambini

Ingresso gratuito per gli under 19. Le storie parlano di espulsione, sfratto e di un fratello che non riuscì mai ad ambientarsi in esilio: la mostra è più adatta ai ragazzi grandi che ai bambini.

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