Bourse de Commerce - Pinault Collection · 1er arrondissement
Installazioni site-specific realizzate da artisti invitati, in dialogo con l’architettura dell’edificio: tra queste, il topo animatronico di Ryan Gander, la scultura di Martin Kippenberger composta da frammenti di lampione e il faro illuminato di Philippe Parreno, che rimanda a «Mont Analogue» di René Daumal.
Premi il pulsante dell’ascensore e, vicino al pavimento, un piccolo topo animatronico spunta da un buco nel muro e comincia a balbettare. È I... I... I... (2019) di Ryan Gander, bloccato per sempre nello stesso loop. È l’unico topo nel 1º arrondissement che fa piacere trovare in un muro.
Non è una mostra articolata in sale. Sono tre opere collocate dentro e intorno all’edificio, in dialogo con la sua architettura. Il lampione frammentato del 1989 di Martin Kippenberger, con tanto di lampadina rossa, è integrato nella Bourse stessa. All’esterno, Mont Analogue di Philippe Parreno corona la colonna Medici, la torre rinascimentale superstite del palazzo di Catherine de’ Medici, dove, secondo la leggenda, i suoi astrologi osservavano le stelle. La luce colorata traduce in codice il romanzo incompiuto di René Daumal sulla scalata di una montagna che unisce la terra al cielo.
Le opere di Gander e Kippenberger sono comprese nel biglietto del museo (15 €, oppure 10 € per chi ha tra i 18 e i 26 anni). La luce di Parreno è rivolta verso la città e si accende di notte. Il venerdì il museo resta aperto fino alle 21.
Il topo balbettante di Gander
Guarda vicino all’ascensore, all’altezza del pavimento: un topo animatronico fa capolino da un buco nel muro, che sembra aver rosicchiato, e balbetta nel suo loop.
Il lampione ubriaco di Kippenberger
Cerca un lampione piegato e spezzato in vari frammenti, con una lampadina rossa: fa parte della serie del 1989 che Kippenberger realizzò ispirandosi ai suoi alter ego nottambuli.
Mont Analogue sulla colonna Medici
Dopo il tramonto, alza lo sguardo verso la colonna isolata accanto alla cupola: la sommità pulsa di colori cangianti, in una sequenza luminosa di 179 minuti che codifica il romanzo di Daumal.
Cerchi una mostra completa: qui si tratta di tre opere singole, sparse per l’edificio.
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