iFondation Cartier pour l'art contemporain · Palais-Royal
La prima grande mostra francese dell'artista ghanese Ibrahim Mahama, con nove artisti associati, che riattiva le utopie dell'epoca dell'indipendenza africana attraverso installazioni monumentali realizzate con materiali di recupero.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
L’opera comincia all’aperto. Time Out Paris segnala un’installazione tessile applicata alle arcate della facciata della Fondation, su place du Palais-Royal: l’intervento inizia quindi prima ancora della biglietteria. All’interno, Ibrahim Mahama, nato nel 1987 a Tamale, in Ghana, occupa l’intero edificio.
Ha ricostruito una fabbrica di bottiglie di vetro, ispirandosi a uno dei progetti di Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana. La mostra presenta nuove versioni di Parliament of Ghosts, realizzato con sgabelli Ashanti di legno e argilla rossa, e di Season of Migration to the North, composto da vasi di terracotta e bottiglie di vetro. Nove artisti e collettivi invitati condividono i diversi piani: dalle circa trenta tele di Gideon Appah alle stampe d’epoca di James Barnor. Se vi è mai capitato di portare alle dieci di sera una settimana di bottiglie vuote alla colonne à verre, sobbalzando a ogni tintinnio, conoscete già metà dei materiali.
I biglietti costano 15 €, oppure 10 € ridotti; l’ingresso è flessibile e valido per un’ora. Il martedì la mostra è aperta fino alle 22, dal mercoledì alla domenica fino alle 20; chiusa il lunedì.
La prima grande mostra in Francia di Ibrahim Mahama, con nove artisti associati. Le sue installazioni monumentali, realizzate con materiali di recupero, si ispirano alle speranze dell'epoca delle indipendenze africane.
Il tessuto sulla facciata
Un’installazione tessile attraversa le arcate su place du Palais-Royal ed è visibile dalla strada, prima di entrare.
Things Fall Apart
Una fabbrica di bottiglie di vetro ricostruita, ispirata a uno degli ultimi progetti di Kwame Nkrumah da primo presidente del Ghana.
Parliament of Ghosts
Sgabelli Ashanti di legno disposti nell’argilla rossa, concepiti come spazio di scambio; la scenografia comprende anche sacchi di juta usati un tempo per trasportare cacao e carbone.
Le fotografie di James Barnor
Stampe d’epoca, album e opere Polaroid di grande formato, realizzate con una fotocamera 20×24, del fotografo ghanese.
La Tiny Gallery di Tjaša Rener
Un centro d’arte in miniatura, presentato insieme alle sue installazioni d’archivio.
iLouvre
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