iBourse de Commerce - Pinault Collection · 1er arrondissement
L'artista americana Barbara Kruger riempie la Rotunda e le Display Cases con sequenze filmate, clip audio e installazioni a lightbox che uniscono testo e immagine, esplorando i temi dell'emozione, del potere e del desiderio.
Entrando nel cilindro di cemento di Tadao Ando, ci si trova subito davanti a George Orwell. Una frase da 1984 – «Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano, per sempre» – attraversa il pavimento, in caratteri così grandi da non poter essere letta dall’interno della sala. Secondo Designboom, la si legge dai piani superiori.
Due ellissi bianche seguono la curva della parete: una in francese sotto la scritta rossa TOI, l’altra in inglese sotto YOU, anch’essa in rosso, e termina con «come closer». Intorno, i testi sono ingranditi fino a scomporsi in retini di punti. L’opera video a due canali di Kruger, Power, Pleasure, Desire, Disgust, mai esposta dal 1996, mostra una sequenza di volti. Nel Passage, le 24 vetrine sono state trasformate in lightbox che ospitano i suoi imperativi.
W Magazine osserva che il dialogo con l’antica sala della borsa conferisce alla mostra «l’aura di un classico automatico». Il biglietto da 15 € (10 € per i visitatori dai 18 ai 26 anni) include anche Remember Me. Il venerdì il museo resta aperto fino alle 21; il martedì è chiuso.
Orwell sotto i piedi
La frase di Orwell sullo stivale che calpesta un volto umano attraversa il pavimento della Rotunda: è troppo grande per essere letta da vicino, ma si distingue dai piani superiori.
TOI e YOU
Due ellissi bianche seguono la curva della parete di Ando, sotto titoli rossi: quella in francese termina facendo scomparire chi guarda, quella in inglese con «come closer».
Césaire al centro
Al centro della sala, una citazione di Aimé Césaire in nero, bianco e rosso contiene la frase «una vita non è uno spettacolo».
Power, Pleasure, Desire, Disgust (1996)
Sul video, una serie di volti pronuncia parole di desiderio, dominio, paura e violenza. L’opera non veniva esposta dal 1996.
I lightbox del Passage
Le 24 vetrine del museo sono state trasformate in lightbox, ciascuna con uno dei luminosi imperativi scritti da Kruger.
Se cerchi immagini più che testi, questa mostra non fa per te: quasi tutto è testo, in francese e in inglese.
iFondation Cartier pour l'art contemporain
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