marzo 2027
In marzo: una nuova mostra, 5 in chiusura e altre 5 ancora in corso.

Fondazione Prada
Oltre 150 opere ripercorrono i legami tra il Mediterraneo e l’Asia dal 700 a.C. circa al 1000 d.C. La mostra è curata da Salvatore Settis e dal suo team, allestita in un Podium progettato da Rem Koolhaas e AMO/OMA.

Triennale Milano
In collaborazione con Fondation Cartier: installazioni audiovisive immersive e opere grafiche nate dalla collaborazione di Patti Smith e Soundwalk Collective, basata su registrazioni sul campo.

Museo del Novecento
Quaderni, riviste, lettere e registrazioni provenienti dall’archivio del critico Tommaso Trini, da Domus alla sua rivista DATA, negli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Le fotografie di Sergio Raffaele e Tiziano Demuro della metropolitana di Milano, presentata come una città nascosta e metafisica, esposte tra i treni del Padiglione Ferroviario.

Museo Teatrale alla Scala
A cinquant’anni dalla sua morte, costumi, bozzetti, fotografie e documenti d’archivio ripercorrono le produzioni di Visconti alla Scala, dalla Traviata del 1955 con Callas al suo Ring mai realizzato.

Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Circa 100 fotografie in bianco e nero dell’Italia del dopoguerra e del boom economico, con ritratti di Guttuso, Campigli, Elsa Morante e Ungaretti.

Pinacoteca di Brera
La «pinacoteca viaggiante» del conte Sommariva: 99 smalti in miniatura (1810–1825) che riproducono capolavori neoclassici della sua collezione, portati con sé nei suoi viaggi attraverso l’Europa.

Pinacoteca di Brera
Dodici busti in gesso restaurati di Antonio Canova, concessi in prestito da Banca Ifis, affiancano a Brera una Vestale in marmo, tornata al museo dopo un secolo, celebrandone le radici neoclassiche.

Palazzo Reale di Milano
Oltre 100 sculture, dipinti e disegni della Fondation Giacometti rileggono l’opera dell’artista svizzero alla luce del legame che lo unì per tutta la vita all’Italia, la sua «nuova patria».

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L’artista portoghese Carlos Bunga trasforma lo Shed con installazioni immersive che fondono pittura, scultura e performance, mettendo in discussione l’architettura come espressione del potere.
Ogni tanto due righe, quando apre qualcosa che merita.