iPinacoteca di Brera · Brera
Dodici busti in gesso restaurati di Antonio Canova, concessi in prestito da Banca Ifis, affiancano a Brera una Vestale in marmo, tornata al museo dopo un secolo, celebrandone le radici neoclassiche.
Osservando da vicino i busti in gesso di Paride e Beatrice, si notano piccoli perni metallici inseriti nella superficie. Sono repère, i punti di riferimento che la bottega di Canova usava per trasferire un modello in gesso in un blocco di marmo, misura dopo misura.
Dodici busti di questo tipo, realizzati tra il 1807 e il 1818 e alti ciascuno tra i 50 e i 60 cm, sono stati rinvenuti a Villa Canal alla Gherla, vicino a Treviso, e restaurati da Banca Ifis. Nella Sala 1, ripensata per l’occasione, sono disposti attorno a una Vestale in marmo compiuta nel 1818-19, tornata in mostra a Brera dopo più di un secolo. Si incontrano prima dei dipinti, perché oggi la Pinacoteca comincia proprio dalla Sala 1. Napoleone accoglie i visitatori in bronzo nel cortile: all’interno, a dar loro il benvenuto sono per prime sua madre e tre delle sue sorelle.
È una sola sala: consideratela un’introduzione alla collezione, non una visita a sé. L’ingresso è compreso nel biglietto standard, dal martedì alla domenica, dalle 8:30 alle 19:15; ultimo ingresso alle 18:00.
La Vestale in marmo
Cercate il busto scolpito in marmo, anziché modellato in gesso: si trova al centro della sala e non era esposto a Brera dal 1902.
I perni su Paride e Beatrice
Cercate i piccoli punti metallici inseriti in queste due teste in gesso: sono i riferimenti da cui la bottega di Canova prendeva le misure per riprodurle nella pietra.
Le donne di Napoleone
Cercate i quattro ritratti in gesso della sua famiglia: la madre Letizia Ramolino e le sorelle Paolina Borghese, Carolina Murat ed Elisa Baciocchi.