iFondazione Prada · Porta Romana / Largo Isarco
Oltre 150 opere ripercorrono i legami tra il Mediterraneo e l’Asia dal 700 a.C. circa al 1000 d.C. La mostra è curata da Salvatore Settis e dal suo team, allestita in un Podium progettato da Rem Koolhaas e AMO/OMA.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Prima che nel 79 d.C. il Vesuvio seppellisse Pompei, una statuetta d’avorio raffigurante una donna aveva già compiuto il viaggio fin lì dal subcontinente indiano. È in prestito dal Museo Archeologico di Napoli, come oltre 150 oggetti esposti qui, giunti molto lontano dal luogo in cui furono realizzati.
L’arco cronologico va all’incirca dal 700 a.C. al 1000 d.C.; tra i prestatori figurano il Met, il Getty, il Prado, il Louvre e il Vaticano. Rem Koolhaas e AMO/OMA hanno progettato le strutture espositive in metallo e fibra di vetro al piano terra del Podium. Il percorso si apre tra un «Sacerdote indiano» romano in marmo, un Buddha in meditazione del Gandhara e un busto romano che si ritiene raffiguri Apollonio di Tiana, filosofo recatosi in India per studiare. Il leone sulla colonna accanto a Palazzo Ducale, immancabile protagonista delle foto di una gita in giornata a Venezia, potrebbe avere una testa cinese.
Questa è un’anteprima: la mostra apre il 5 novembre e prosegue fino al 1° marzo. I tessuti sono esposti in una struttura separata, fuori dal Podium.
Più di 150 opere ripercorrono gli scambi tra il Mediterraneo e l’Asia dal 700 a.C. circa al 1000 d.C., in una mostra curata dal team di Salvatore Settis e allestita su un Podium progettato da Rem Koolhaas e AMO/OMA.
Lo scrigno di Belmonte Piceno
Una scatola d’avorio realizzata intorno al 550 a.C. nelle Marche e intarsiata con figure d’ambra: l’avorio proveniva dall’Africa o dall’Asia, l’ambra dal Baltico.
Il gorytos scita
Il rivestimento d’oro della custodia per arco e frecce di un guerriero nomade, ritrovato a Melitopol, in Ucraina, e decorato a sbalzo con scene della vita di Achille.
Due re, due rivali sconfitti
Una moneta d’argento raffigura Alessandro di fronte al re indiano Poro; un cammeo in sardonice mostra il persiano Shapur I che sconfigge l’imperatore romano Valeriano. Realizzati a sei secoli di distanza, dicono la stessa cosa.
Il Buddha diventato santo
Al termine del percorso, un Buddha gandharico stante, un marmo ferrarese del XIII secolo con i santi Barlaam e Josaphat e un’icona del 1799 con la stessa coppia raccontano come la storia del Buddha si sia trasformata in una leggenda cristiana.