iMuseo Reina SofíaAtocha
Una retrospettiva per il centenario costruita attorno alle opere materiche e viscerali del pittore spagnolo dell’Informale Manolo Millares (1926-1972), che esplorano la repressione e la sofferenza umana attraverso iuta strappata e astrazione.
Un quadrato di tela di iuta, di 150 cm per lato, è stato accartocciato e cucito fino ad assumere la forma di un corpo avvolto nel sudario, disteso contro un orizzonte rosso che il museo paragona al sangue essiccato. Manolo Millares realizzò Personaje caído I (Fallen Figure I) nel 1970, due anni prima di morire, a 46 anni.
È l’unica opera nella sala. Pieza Única, al primo piano del Sabatini Building, espone una sola opera della collezione alla volta; questa ricorda il centenario della nascita dell’artista, avvenuta a Las Palmas nel 1926. Il museo collega i sacchi strappati e cuciti alle mummie guanche che Millares vide da ragazzo e alla vita sotto Franco. C’è un solo dipinto, e tutto il tempo per guardarlo. «Credo che la mia arte schiaffeggi la morte per giustificare la vita», scrisse Millares.
Una breve tappa da aggiungere alla visita della collezione. I biglietti costano 12 €; l’ingresso è gratuito dal lunedì al sabato dalle 19:00 alle 21:00 e la domenica dalle 12:30 alle 14:30.
Personaje caído I (Fallen Figure I), 1970
Osserva la iuta cucita e raccolta in pieghe, che forma una figura avvolta con le braccia aperte come in una crocifissione, tesa come un sudario contro un orizzonte rosso sangue essiccato.
Cerchi una retrospettiva per il centenario: qui c’è un solo dipinto, in un’unica sala.