iMuseo Reina SofíaAtocha
Eli Cortiñas torna sul suo lavoro del 2016 dedicato al cinema, ai musei e all’immaginario coloniale, aggiungendo nuove installazioni generate dall’IA che criticano il modo in cui algoritmi e istituzioni perpetuano gli squilibri di potere.
Tarzan si lancia tra i rami di una giungla che non è mai esistita. Nei primi film sonori, gli attori venivano ripresi in uno studio di Hollywood, mentre alle loro spalle scorrevano immagini etnografiche dell’Africa. In The Most Given of Givens (2016), Eli Cortiñas rielabora quelle scene, alternandole su tre schermi con Jurassic Park, Star Wars, un’Acropoli in costruzione e il cinema anticoloniale di Moustapha Alassane, in un video di dieci minuti.
La seconda opera, inedita, si trova nell’anticamera dello Espacio 1, nell’Edificio Sabatini. Si passa accanto a vetrine dipinte nelle tonalità pastello di uno schermo per chroma key, lasciate vuote in attesa della restituzione di oggetti dell’epoca coloniale. Le pareti sono rivestite da una carta da parati con immagini generate dall’IA e immagini di repertorio: mani che toccano e riordinano oggetti. Il fumo del titolo è l’immagine scelta da Cortiñas per ciò che i musei e gli algoritmi nascondono.
Due opere e un video di dieci minuti fanno di questa mostra una breve tappa durante la visita alla collezione. I biglietti costano 12 euro; l’ingresso è gratuito dal lunedì al sabato dalle 19:00 alle 21:00 e la domenica dalle 12:30 alle 14:30.
The Most Given of Givens (2016)
Su tre schermi scorre un montaggio di dieci minuti che alterna i primi film di Tarzan, Jurassic Park e Star Wars al cinema anticoloniale di Moustapha Alassane.
La giungla proiettata alle spalle
Cerca le immagini etnografiche dell’Africa che fanno da sfondo agli attori, ripresi in uno studio di Hollywood.
Le vetrine vuote
Le vetrine, nei colori pastello del chroma key, sono vuote: evocano gli oggetti dell’epoca coloniale in attesa di restituzione.
La carta da parati di mani
Immagini generate dall’IA e immagini di repertorio ricoprono le pareti dell’anticamera: mostrano mani che toccano, classificano ed esaminano oggetti, accanto a elementi in metallo tagliato.
Cerchi oggetti da vedere: le vetrine sono intenzionalmente vuote e l’opera principale è un video.
L’ingresso è sempre gratuito per i minori di 18 anni, presentando un documento d’identità alla biglietteria.