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Dalle strade de L'Avana alle piste da ballo di New York e oltre, questa mostra bilingue ripercorre l'evoluzione della salsa, divenuta una delle sonorità più emblematiche degli Stati Uniti.
Appoggia la mano su una piccola semisfera di metallo accanto a un paio di claves e sentirai il ritmo fondamentale della salsa nel palmo: due battiti, poi tre. Poco più avanti, musicisti a grandezza naturale su schermi tattili alti otto piedi ti insegnano ciascuno una cosa: Sheila E. ti mostra come suonare le percussioni, Edwin Sorto come ballare, Nora Suzuki come cantare.
Quasi 300 oggetti attraversano quattro sezioni: dalla Cuba degli anni Venti a New York, passando per gli anni Sessanta, quando «salsa» diventò un termine di marketing, fino all’età d’oro, dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Ottanta. Qui trovi i timbales di Tito Puente, il flauto di ebano di Johnny Pacheco e il violino di suo padre. Nel corso della mostra si alternano cinque abiti di scena di Celia Cruz; davanti, una riproduzione stampata in 3D delle sue scarpe che puoi toccare.
La curatrice principale la definisce un’«introduzione alla salsa per principianti», quindi chi la conosce già ne ritroverà la storia. I testi sono in inglese e in spagnolo. La mostra si trova nella Molina Family Latino Gallery, al primo piano est, e l’ingresso è gratuito.
La postazione della clave
Due claves di legno, lunghe circa venticinque centimetri ciascuna, accanto a una semisfera di metallo che, se ci appoggi la mano, trasmette il ritmo della son clave con una serie di colpetti.
I paramenti di Changó
Un completo rosso e bianco con una grande collana di perline e un’ascia a doppia lama decorata con perline, realizzato per la mostra da praticanti della Santería con centinaia di conchiglie ciprea e migliaia di perline.
L’abito e le scarpe di Celia Cruz
Uno dei cinque abiti di scena di Celia Cruz, esposti a rotazione, con davanti un piccolo modello stampato in 3D delle sue scarpe rosse di raso con la zeppa, che i visitatori possono toccare.
Il flauto di Johnny Pacheco e il violino di suo padre
Il flauto charanga francese a cinque chiavi, in ebano, del cofondatore di Fania Records, esposto accanto al violino di suo padre, capobanda dominicano esiliato durante il regime di Trujillo e suo primo insegnante di musica.
I timbales di Tito Puente
La coppia di timbales che Puente suonava durante i suoi assoli di batteria, a pochi passi dagli schermi in cui Sheila E. ti guida alla scoperta delle percussioni nella salsa.
Conosci già a memoria il catalogo Fania: la curatrice presenta la mostra come un’introduzione alla salsa per principianti.
I bambini possono sentire il ritmo della clave attraverso una piastra di metallo, toccare un modello delle scarpe di Celia Cruz e imitare i passi di danza di istruttori a grandezza naturale su schermi alti otto piedi. L’ingresso è gratuito.
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