iHirshhorn Museum and Sculpture GardenNational Mall
Un secolo di fermenti e sconvolgimenti lungo l'anello esterno del secondo piano: centinaia di opere di Bacon, Dubuffet, Krasner, Lawrence, O'Keeffe e Pollock, presentate a rotazione e poste in dialogo con risonanze contemporanee.
Entrando, i primi due ritratti che si incontrano furono dipinti a 136 anni di distanza: il solenne ritratto mondano del 1884 di John Singer Sargent accanto all’elettrico Cobalt Blue Dress del 2020 di Amoako Boafo. Voltandosi, ci si trova quasi alle spalle Torso of a Young Man di Brancusi.
Tutto proviene dai depositi della stessa Hirshhorn Collection: oltre 200 dipinti, sculture e disegni disposti lungo l’anello esterno del secondo piano, appesi all’incirca in ordine cronologico dal 1860 al 1960. Tra loro compaiono opere contemporanee, come il dipinto a perline Lakota di Dyani White Hawk, inserito tra astrazioni costruttiviste di un secolo prima. Piccole sculture di Hepworth, Arp ed Ernst poggiano su piedistalli rialzati, sotto una luce uniforme. L’allestimento ruota (a gennaio 2025 sono state sostituite 50 opere), quindi un’opera citata qui sotto potrebbe essere tornata nei depositi.
Kriston Capps del Washington Post l’ha definita «una deliziosa scorribanda» e «davvero massimalista». Il rovescio della medaglia è la densità: venite a perdervi tra le opere, non aspettatevi un percorso ordinato da manuale. L’ingresso è gratuito e senza prenotazione; la mostra chiude il 1° novembre 2026.
Sargent accanto a Boafo
All’ingresso, un ritratto mondano di Sargent del 1884 è appeso accanto a Cobalt Blue Dress di Boafo, del 2020: un accostamento che mette in tensione la figura e l’astrazione nella mostra.
Janet Sobel prima di Pollock
Cercate il dipinto di Sobel del 1945, appeso vicino a un Pollock del 1949 sorprendentemente simile: l’accostamento invita a chiedersi chi sia arrivato per primo.
La teca delle marionette
Una teca grande quanto una parete ospita le marionette suprematiste di Aleksandra Exster, le sculture floreali futuriste di Giacomo Balla e un dipinto di Sonia Delaunay: il Post ha definito questo insieme uno dei raggruppamenti più magici della mostra.
Loie Hollowell, Boob Wheel (2019)
Un dipinto tridimensionale che astrae il corpo, radicato nell’esperienza della gravidanza dell’artista.
Nathaniel Mary Quinn, Literacy Lab (2019)
Sembra composto da tre disegni distinti per un cadavre exquis, ma è un’unica composizione; è appeso vicino a due opere cubiste di Picasso.
Cercate una rapida carrellata dei capolavori: le opere sono più di 200 e l’allestimento è denso.