iThe Metropolitan Museum of Art · Upper East Side
Tapa, tessuti di corteccia del XIX secolo provenienti da Fiji, Samoa e Futuna, e un hiapo di Niue in prestito dal Te Papa, presentati come doni cerimoniali e strumenti di diplomazia. Gallery 359.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Alcuni dei tessuti di corteccia esposti in Gallery 359 furono doni diplomatici offerti da autorevoli capi samoani a Robert Louis Stevenson e a sua moglie Fanny, che sostennero la causa dei capi durante gli anni in cui la coppia visse a Samoa, dal 1890 al 1894. I capi chiamavano l’autore de L’isola del tesoro «Tusitala», cioè «colui che racconta storie».
Gruppi di donne ricavano il tapa dalla corteccia interna del gelso da carta e lo decorano a mano. In Polinesia è il tessuto degli scambi cerimoniali. Il Met espone pezzi del XIX secolo provenienti da Fiji, Samoa e Futuna, parte della propria collezione; affianca loro un hiapo di Niue in prestito dal Te Papa e riunisce per la prima volta due grandi pannelli fijiani, i masi kesa. I capi samoani usavano questi tessuti nella diplomazia di Stato, fissando un livello difficile da eguagliare per il Secret Santa di dicembre in ufficio.
La mostra si visita in una sola galleria ed è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo, perciò si inserisce facilmente in qualsiasi visita al Met. Accanto ai tessuti storici è esposto un dipinto monocromo del poeta e pittore niueano John Puhiatau Pule, le cui prime opere riprendevano le griglie dell’hiapo.
I doni a Stevenson
Cerca i tapa dai disegni audaci che i capi samoani offrirono a Robert Louis Stevenson e a Fanny come doni diplomatici negli anni Novanta dell’Ottocento.
La coppia di masi kesa
Due grandi pannelli fijiani di tessuto di corteccia, qui esposti fianco a fianco per la prima volta.
L’hiapo di Niue
Un tessuto di corteccia di Niue in prestito dal Te Papa Tongarewa, il museo nazionale della Nuova Zelanda, con il motivo a griglia tipico di Niue.
Il dipinto di John Puhiatau Pule
Un’opera monocroma contemporanea del poeta e pittore niueano, le cui prime tele si ispiravano alle griglie dell’hiapo.