In mostra: New York
Immagine promozionale della mostra di Taryn Simon nella rotonda del Guggenheim

Solomon R. Guggenheim Museum · Upper East Side

Taryn Simon | Father Country I Do Love You

In corso18 settembre 2026 – 14 marzo 2027·30 $

Una nuova, importante commissione presenta in anteprima fotografie, testi, video e sculture inedite in un'unica installazione interattiva che si sviluppa a spirale attraverso l'intera rotonda.

Altro a New York

A metà della rampa c’è un mobiletto con una manovella. Girandola, le biglie rotolano lungo un percorso mentre su uno schermo un uomo anziano presenta alcune diapositive. Su e-flux, Saul Ostrow l’ha definita «forse la parte più coinvolgente dell’intera mostra».

È uno dei 42 capitoli che si snodano lungo la rotonda: per la prima volta il Guggenheim ha dedicato l’intera rotonda a un nuovo ciclo di opere di un’artista che lavora con la fotografia. Simon ha trascorso quasi un decennio ricostruendo la carriera di un agente federale rimasto anonimo, coinvolto nell’operazione sotto copertura ai danni di Marion Barry e nell’attentato all’ambasciata di Nairobi. Quarantadue capitoli che si avvolgono lungo una rampa: è come perdersi alle 1 di notte in un labirinto di pagine di Wikipedia, ma in versione fisica e senza il telefono al 4%.

La critica si è divisa. Ostrow ha giudicato il percorso «ostinatamente lineare» e la segnaletica «poco ponderata», mentre Aruna D’Souza, su Hyperallergic, ha sostenuto che qui l’ingiustizia «sembra puramente sistemica, non il risultato di comportamenti scorretti da parte di singoli individui». Preparatevi a leggere. L’ingresso costa 30 dollari e il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:30 alle 17:30.

Scelto dalla redazione

Quarantadue capitoli risalgono la rampa di Wright, seguendo la carriera di un agente federale senza nome, dalla trappola tesa a Marion Barry all’attentato all’ambasciata di Nairobi. e-flux ha messo in evidenza il mobiletto di marmo azionato a manovella, a metà del percorso, e ha definito il tragitto «ostinatamente lineare».

Da non perdere

  • Il mobiletto delle biglie

    Girate la manovella: le biglie scendono lungo un percorso mentre sullo schermo un uomo anziano commenta una serie di diapositive.

  • L’esercitazione di Jodie Foster sul rilevamento delle impronte

    Foster rievoca un esercizio di rilevamento delle impronte codificato a colori, svolto mentre si preparava per The Silence of the Lambs.

  • Paul Ames e i lotti all’asta

    I ritratti di Paul Ames, figlio della spia condannata Aldrich Ames, sono esposti accanto alle fotografie di oggetti confiscati e venduti all’asta dal governo.

  • Le lettere di Lee Boyd Malvo

    Lettere e opere d’arte del cecchino detenuto, parte delle più ampie tracce documentali lasciate dall’agente.

  • L’introduzione con pannelli in teak

    Pannelli testuali su una parete rivestita in teak, replica del soggiorno di una spia a Bangkok, raccontano le storie del padre di Simon e il suo incontro con l’agente.

Ideale per

  • Da soli
  • Per appassionati
  • Ospiti da fuori

Circa 180 min

Lascia perdere se

Volete girare liberamente per le sale: secondo un critico il percorso è «ostinatamente lineare» e richiede di leggere.

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Crediti fotografici

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