iThe Metropolitan Museum of Art · Upper East Side
La fotografia giapponese del dopoguerra, da Okinawa alle città cresciute attorno alle basi durante l’occupazione statunitense, presenta opere della collezione del Met, rari libri fotografici e acquisizioni recenti. Gallery 851.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
L’immagine scelta dal Met per la mostra è Hateruma Island, di Tōmatsu Shōmei, del 1971: un mare in bianco e nero, sovrastato da un’enorme nube gonfia, con l’orizzonte inclinato. Hateruma si trova a Okinawa, occupata dagli Stati Uniti fino al 1972 e tuttora sede della maggior parte delle truppe statunitensi di stanza in Giappone.
Okinawa e le città sorte attorno alle basi statunitensi fanno da sfondo alla mostra. Tōmatsu ha fotografato l’incontro-scontro tra la cultura americana e quella giapponese in quei luoghi. Ishikawa Mao, Ishiuchi Miyako e Tokiwa Toyoko hanno indagato il significato dell’occupazione per le donne, comprese loro stesse e le loro amiche. Yamashiro Chikako, artista di Okinawa attiva oggi, porta questa storia nel presente. Accanto alle stampe sono esposti i libri fotografici e le riviste mensili in cui i fotografi hanno abbandonato il reportage neutrale per un approccio più personale.
È la prima mostra di fotografia giapponese del Met dal 1995. Attinge alla collezione del museo e comprende nuove acquisizioni di Tōmatsu, Ishikawa e Ishiuchi. Si tiene in Gallery 851, al Met Fifth Avenue, ed è inclusa nel biglietto d’ingresso al museo.