In mostra: Lisbona
Mostra They Were Afraid, Yet They Went al Museu do Aljube

Museu do Aljube – Resistência e LiberdadeSé / Alfama

They Were Afraid, Yet They Went

In corso11 marzo 2026 – 31 gennaio 2027Ingresso gratuito

Le donne prigioniere politiche e della Resistenza sotto la dittatura portoghese: chi erano, come affrontarono la prigionia, l’esilio e la clandestinità, e chi le sostenne.

Sito della mostra

Altro a Lisbona

Entrando, si vede che la sala è divisa da pannelli di tessuto appesi al soffitto, su cui sono stampati dei nomi. Vi compaiono quasi duemila donne che opposero resistenza alla dittatura portoghese. Una visitatrice ha notato per prime le Marias: il nome ritorna, riga dopo riga.

L’Aljube fu a sua volta una prigione politica dal 1928 al 1965. La mostra si chiede chi fossero queste donne, come resistessero in carcere, in clandestinità o in esilio, e chi offrisse loro rifugio. Accanto ai nomi ci sono due murales; uno, di Mariana, a Miserável, raffigura donne che camminano a braccetto nella stessa direzione. L’intento della curatrice Rita Rato è chiaro: «Dare un nome a queste quasi duemila donne è il minimo che possiamo fare».

La mostra è in gran parte da leggere: i nomi e le testimonianze contenute nell’opuscolo, alcune delle quali descrivono torture nei dettagli. Le mostre temporanee sono gratuite (i piani della collezione permanente costano 4 €). Da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00; ultimo ingresso alle 17:30. Fino al 31 gennaio 2027.

Scelto dalla redazione

Le donne prigioniere politiche e le oppositrici durante la dittatura portoghese: chi erano, come affrontarono la prigione, l’esilio e la clandestinità, e chi le sostenne. Ingresso gratuito.

Da non perdere

  • Il tessuto dei nomi

    Cercate i pannelli appesi al soffitto che dividono la sala: riportano i nomi di quasi duemila donne, con Maria che ritorna riga dopo riga.

  • Il murale di Mariana, a Miserável

    Le donne avanzano a passo deciso, a braccetto, tutte nella stessa direzione; secondo l’artista, l’opera mostra la paura trasformarsi in forza collettiva.

  • La testimonianza di Fernanda da Paiva Tomás

    Nell’opuscolo della mostra racconta di essere stata arrestata di nuovo dalla PIDE nel febbraio 1961 per aver chiesto «più pane, più cultura» e una vita dignitosa.

Ideale per

  • Cultura low cost
  • Da soli
  • Per appassionati

Con i bambini

L’opuscolo contiene resoconti dettagliati di torture, fra cui quello di una donna a cui fu rotto un braccio sulle scale; leggetelo prima di condividerlo con i bambini.

Anche a Museu do Aljube – Resistência e Liberdade

In corso qui vicino

Nei dintorni

Crediti fotografici

9

È una tua immagine? Chiedici di correggerla o rimuoverla.