iMuseu do Aljube – Resistência e LiberdadeSé / Alfama
Le donne prigioniere politiche e della Resistenza sotto la dittatura portoghese: chi erano, come affrontarono la prigionia, l’esilio e la clandestinità, e chi le sostenne.
Entrando, si vede che la sala è divisa da pannelli di tessuto appesi al soffitto, su cui sono stampati dei nomi. Vi compaiono quasi duemila donne che opposero resistenza alla dittatura portoghese. Una visitatrice ha notato per prime le Marias: il nome ritorna, riga dopo riga.
L’Aljube fu a sua volta una prigione politica dal 1928 al 1965. La mostra si chiede chi fossero queste donne, come resistessero in carcere, in clandestinità o in esilio, e chi offrisse loro rifugio. Accanto ai nomi ci sono due murales; uno, di Mariana, a Miserável, raffigura donne che camminano a braccetto nella stessa direzione. L’intento della curatrice Rita Rato è chiaro: «Dare un nome a queste quasi duemila donne è il minimo che possiamo fare».
La mostra è in gran parte da leggere: i nomi e le testimonianze contenute nell’opuscolo, alcune delle quali descrivono torture nei dettagli. Le mostre temporanee sono gratuite (i piani della collezione permanente costano 4 €). Da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00; ultimo ingresso alle 17:30. Fino al 31 gennaio 2027.
Le donne prigioniere politiche e le oppositrici durante la dittatura portoghese: chi erano, come affrontarono la prigione, l’esilio e la clandestinità, e chi le sostenne. Ingresso gratuito.
Il tessuto dei nomi
Cercate i pannelli appesi al soffitto che dividono la sala: riportano i nomi di quasi duemila donne, con Maria che ritorna riga dopo riga.
Il murale di Mariana, a Miserável
Le donne avanzano a passo deciso, a braccetto, tutte nella stessa direzione; secondo l’artista, l’opera mostra la paura trasformarsi in forza collettiva.
La testimonianza di Fernanda da Paiva Tomás
Nell’opuscolo della mostra racconta di essere stata arrestata di nuovo dalla PIDE nel febbraio 1961 per aver chiesto «più pane, più cultura» e una vita dignitosa.
L’opuscolo contiene resoconti dettagliati di torture, fra cui quello di una donna a cui fu rotto un braccio sulle scale; leggetelo prima di condividerlo con i bambini.
iMUDE – Museu do Design
iMUDE – Museu do Design
iAtelier-Museu Júlio Pomar