iMuseum of Fine Arts, BostonFenway
Il fotolibro del 1965 Chizu di Kawada Kikuji, in cui bottiglie di Coca-Cola, fortezze in rovina e le pareti macchiate della Cupola della bomba atomica di Hiroshima sfidano ogni narrazione univoca del Giappone postbellico.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Il soffitto della Cupola della bomba atomica di Hiroshima, con le sue macchie vorticose, condivide le pagine di un libro con bottiglie di Coca-Cola e pacchetti di sigarette Lucky Strike abbandonati. Kawada Kikuji pubblicò quel libro, Chizu (The Map), il 6 agosto 1965, esattamente vent’anni dopo il bombardamento; è considerato uno dei fotolibri più importanti mai realizzati.
Nel 2022 il MFA acquisì l’intero progetto direttamente da Kawada: le 87 fotografie del libro, i relativi negativi, i raccoglitori di provini a contatto e appunti dell’artista, e una prima edizione. La mostra attinge a questo archivio, affiancando le stampe ai materiali di lavoro che le hanno precedute. Sugiura Kohei progettò il libro e il premio Nobel Oe Kenzaburo ne scrisse il testo principale. Il museo definisce le immagini «inquietantemente apocalittiche».
La mostra è allestita nella Herb Ritts Gallery (Gallery 169) dal 24 ottobre; l’ingresso è compreso nel biglietto da 30 dollari. Il museo resta aperto fino alle 22 il giovedì e il venerdì.
La Cupola della bomba atomica
Cerca le macchie vorticose e devastate sulle pareti e sul soffitto dei resti scheletrici della cupola, fotografati nel corso di visite ripetute a Hiroshima a partire dal 1958.
LUCKY STRIKE
Un pacchetto di sigarette americano abbandonato, fotografato in bianco e nero: uno dei residui dell’epoca dell’occupazione che Kawada accosta alle rovine.
Il fotolibro in prima edizione
Una copia originale di Chizu, sulla cui custodia si legge in inglese: «Dov’è oggi la nostra mappa, la nostra visione, il nostro ordine radioso?»
Provini a contatto e appunti
I raccoglitori personali di Kawada con i provini a contatto e i suoi appunti, acquisiti insieme alle stampe e ai negativi direttamente dal fotografo.