iMuseum of Fine Arts, BostonFenway
Sei decenni di pittura lirica di Suzanne Jackson (n. 1944), plasmati da un profondo rispetto per il mondo naturale e dalla convinzione dell'interconnessione tra tutti gli esseri viventi.
Crossing Ebenezer è priva di tela. Sospesa in aria, è composta da quasi due metri e mezzo di acrilico essiccato, trattenuto da una rete da sacchi per legna da ardere con gusci di arachidi inglobati, e risplende di un rosso sangue. Suzanne Hudson, su Artforum, l’ha interpretata come un memoriale per gli afroamericani liberati che annegarono a Ebenezer Creek durante la guerra civile americana.
È un’opera tarda inclusa nella prima retrospettiva dedicata all’intera carriera di Jackson: oltre 60 dipinti e disegni, a partire dalla fine degli anni Sessanta a Los Angeles, dove fu una figura centrale della scena artistica afroamericana. Nei primi dipinti su tela, velature sottili si sovrappongono a immagini tratte dai suoi sogni, e un volto a forma di cuore ritorna più volte. Gli studi di foglie, alberi e montagne risalgono agli anni trascorsi in California. Le opere più recenti si staccano dalla parete: invece di passarci davanti, si cammina intorno ai dipinti.
Hudson ha definito «epica» la prima tappa della mostra, all’SFMOMA. Il MFA è l’unica sede sulla costa orientale. La mostra si trova al Level 2 della Linde Family Wing, è inclusa nel biglietto d’ingresso da 30 dollari ed è aperta fino alle 22 il giovedì e il venerdì.
Crossing Ebenezer (2017)
Cercate una lastra di acrilico rosso sangue, alta quasi due metri e mezzo, sospesa nel vuoto e realizzata su una rete da sacchi per legna da ardere con gusci di arachidi, in memoria delle persone liberate che annegarono a Ebenezer Creek.
Not Every Clown Lives at the Circus (1967)
Un dipinto dei primi anni a Los Angeles, con il volto a forma di cuore che compare anche sulla copertina di What I Love, il piccolo libro pubblicato da Jackson nel 1972.