iMACRO - Museum of Contemporary Art of RomeSalario-Nomentano
L’artista e compositore britannico Robin Rimbaud destruttura e ricompone dialoghi, effetti sonori e musiche del film L’eclisse di Antonioni del 1962, sovrapponendovi registrazioni d’ambiente delle strade di Roma in un contemplativo tessuto acustico.
I dialoghi di L’eclisse di Antonioni (1962), i rumori di fondo del film e frammenti della sua colonna sonora vengono scomposti e ricomposti insieme ai suoni registrati da Robin Rimbaud per le strade di Roma. Nelle parole del museo, la città reale e quella filmata finiscono per formare un unico tessuto acustico.
Entrando nell’Audio Room del MACRO non c’è nulla da guardare. Rimbaud, compositore britannico che lavora come Scanner, ha realizzato l’opera nel 2002 per il novantesimo compleanno di Antonioni. Negli ultimi minuti del film, i cantieri e gli incroci di Roma sono vuoti: Monica Vitti e Alain Delon non ci sono più. È l’unica sala di Roma in cui il rumore della strada è al centro dell’esperienza.
Il museo la presenta come un luogo in cui fermarsi ad ascoltare, più che come una mostra da visitare. Abbinala a Maria’s Dream di Gaia De Megni, nella Video Room, che ruota anch’essa attorno a Vitti. Entrambe le opere sono comprese nel biglietto del MACRO da 6 € (4 € per chi ha dai 7 ai 26 anni). Chiuso il lunedì; visitabile fino all’8 novembre.
L’eclisse, scomposto
Ascolta i dialoghi del film, i rumori di fondo e i frammenti musicali, scomposti e ricomposti anziché riproposti così come sono.
Le strade di Roma, registrate da Scanner
Ascolta le registrazioni sul campo di Rimbaud per le strade della città, sovrapposte alla colonna sonora del 1962, fino a far coincidere Roma filmata e Roma reale.
Cerchi qualcosa da guardare: questa è un’opera sonora nell’Audio Room del museo.
iGalleria Borghese
iGalleria Continua Roma
iNational Roman Museum - Palazzo Massimo