Sala per sala, la Galleria Borghese racchiude probabilmente la più alta concentrazione di capolavori di tutta Roma. Ospitata in una villa seicentesca nel cuore del parco di Villa Borghese, la dimora stessa — tra soffitti affrescati e pavimenti in marmo — è parte integrante dell'esperienza tanto quanto le opere alle pareti. Il cardinale Scipione Borghese apparteneva a quella rara schiera di mecenati capaci di unire un gusto autentico al potere di ottenere qualsiasi cosa desiderasse: voleva Bernini, Caravaggio, Raffaello e Tiziano. E li ottenne. Il piano terra è dominato dalle sculture del Bernini — Apollo e Dafne, Il ratto di Proserpina, David — scolpite quando l'artista aveva appena vent'anni: opere dal virtuosismo tecnico inarrivabile e di travolgente intensità emotiva. Al piano superiore, capolavori di Caravaggio come il Fanciullo con canestro di frutta, la Madonna dei Palafrenieri e il cupo, drammatico David con la testa di Golia (in cui l'artista ritrae se stesso nella testa mozzata) convivono con la Deposizione di Raffaello e l'Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano. Il limite di visita di due ore può sembrare restrittivo, ma è proprio ciò che garantisce sale mai troppo affollate, permettendo di ammirare davvero ogni opera. È indispensabile prenotare con largo anticipo: si tratta di uno dei biglietti più difficili da ottenere a Roma, soprattutto in alta stagione.
Un importante progetto in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, incentrato sui capolavori berniniani di Apollo e Dafne e del Ratto di Proserpina, che ripercorre i miti di Ovidio attraverso le opere di Tiziano, Rubens, Poussin, Rodin e Brancusi.
Un'installazione video di Isaac Julien nel padiglione dell'Uccelliera, allestita nell'ambito della mostra Metamorphoses: giochi di specchi moltiplicano e frammentano le immagini proiettate di due guide celesti che attraversano epoche e paesaggi.
Scolpito tra il 1622 e il 1625 da un Bernini poco più che ventenne, questo capolavoro in marmo immortala l'istante esatto in cui Dafne, per sfuggire ad Apollo, si tramuta in alloro, con le dita che già si trasformano in fronde. Il simbolo indiscusso della galleria.
Il David (1623-24) di Bernini si contorce nel pieno del lancio, con la fronte corrucciata e le labbra serrate, trascinando l'osservatore al centro dell'azione: una svolta barocca rispetto alla serena compostezza dell'eroe di Michelangelo.
Dipinto intorno al 1609-1610 durante l'esilio di Caravaggio, raffigura un malinconico David che solleva la testa mozzata di Golia; il volto morente del gigante è un autoritratto dello stesso artista.
Il celebre dipinto allegorico di Tiziano (1514 circa) ritrae due donne, l'una vestita e l'altra nuda, ai lati di una fontana: un'enigmatica meditazione sull'amore terreno e divino, concepita in occasione di un matrimonio veneziano.
Il capolavoro marmoreo realizzato da Canova tra il 1804 e il 1808 ritrae la sorella di Napoleone, Paolina, nelle vesti di una Venere seminuda e semisdraiata con la mela d'oro in mano: un'opera neoclassica che all'epoca fece grande scandalo.
Piazzale Scipione Borghese 5, 00197 Roma RM, Italy
Fermata più vicina: Spagna (Line A) e Flaminio (Line A)
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Alessio Damato (CC BY-SA 3.0)