iMACRO - Museum of Contemporary Art of RomeSalario-Nomentano
Un’installazione video in 16 mm che esplora la decostruzione del divismo nel cinema italiano attraverso la ricerca personale dell’artista del luogo di sepoltura di Monica Vitti, intrecciando memoria familiare e storia del cinema in un intimo dialogo tra madre e figlia.
«È la Lollo? No, non è la Lollobrigida. Vedi? Sono tutte uguali». La battuta viene da una conversazione privata che Gaia De Megni ha registrato con la madre mentre sfogliavano una rivista. Le loro voci si sovrappongono alle riprese in 16 mm del Verano, il monumentale cimitero di Roma, dove De Megni è andata a cercare la tomba di Monica Vitti senza prima cercarla online.
È un unico film, nella Video Room del MACRO: il vincitore di ArteVisione 2024, presentato per la prima volta in un museo. De Megni e il direttore della fotografia Marcello Orlando lo hanno girato in una calda giornata estiva, senza sopralluoghi. Si segue la macchina da presa lungo i viali del cimitero, tra ombre nette e controluce. Il punto di partenza è Scandalo segreto (1990), l’ultimo film diretto da Vitti, in cui una macchina da presa spia la protagonista e finisce per assumerne l’identità.
Matteo Raffaelli di Revenews ha scritto che De Megni racconta il ritiro di Vitti nella vita privata «senza violarne il mistero». La mostra occupa una sola sala ed è compresa nel biglietto del MACRO da 6 € (4 € per chi ha dai 7 ai 26 anni). Chiude l’8 novembre.
La colonna sonora madre-figlia
Ascolta il dialogo registrato mentre sfogliano una rivista: madre e figlia definiscono Vitti l’anti-diva e concludono che le altre star si somigliano tutte.
Il Verano in 16 mm
Cerca le sequenze mute tra lapidi e fili d’erba, girate in una sola giornata estiva tra ombre nette e controluce.
Cerchi opere da vedere appese alle pareti: qui c’è un unico film in 16 mm, proiettato in una sala video.
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iGalleria Continua Roma
iNational Roman Museum - Palazzo Massimo