iThe Metropolitan Museum of Art · Upper East Side
La prima mostra enciclopedica dedicata alle stampe cromolitografiche prodotte dalle pionieristiche tipografie di Calcutta, Poona e Bombay.
Nella galleria, parlando con il critico della New York Review, il curatore John Guy ha paragonato ciò che gli artisti indiani si trovarono ad affrontare nel XIX secolo a «un momento AI». Il mecenatismo di corte era venuto meno, la fotografia aveva preso il posto dei ritratti e poi arrivò la stampa cromolitografica. Le sue stampe erano così economiche che, secondo il Met, persino la casa più modesta poteva custodire una divinità a colori nel proprio altare domestico.
Circa 120 opere, perlopiù stampe realizzate da tipografie di Calcutta, Poona e Bombay, affiancate da dipinti e altarini portatili a trittico, sono esposte nella Gallery 251. Non sarà possibile vederle tutte in una sola visita: la mostra cambia allestimento quattro volte e il terzo nucleo sarà esposto dal 17 ottobre 2026. Nel primo, Andrew Raftery ha indicato il Vishnu che si desta sulle spire del serpente Shesha, una stampa del 1886 della Chitrashala Steam Press, definendola «un’opera di incredibile raffinatezza».
Il suo giudizio: gli stampatori «crearono qualcosa di assolutamente nuovo, restando al tempo stesso completamente indiani». L’ingresso è compreso nel biglietto del Museum (30 dollari per gli adulti; ingresso a offerta libera per i residenti dello Stato di New York). Il Met è aperto fino alle 21 il venerdì e il sabato.
Se venite per vedere una stampa di cui avete letto: la selezione cambia quattro volte e l’opera potrebbe non essere esposta.