iThe Frick Collection · Upper East Side
Quasi quaranta bronzi rinascimentali, tra cui opere di Donatello e Francesco di Giorgio Martini, alla scoperta delle innovazioni introdotte dagli scultori senesi nella seconda metà del XV secolo.
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La lastra tombale in bronzo che Donatello realizzò per il vescovo Giovanni di Bartolomeo Pecci è una delle sole otto opere firmate dall’artista giunte fino a noi, ed è esposta per la prima volta negli Stati Uniti. Osservandola da vicino, si nota dove la superficie si è levigata: era posata sul pavimento del Duomo di Siena e la gente ci camminava sopra.
Quasi quaranta bronzi riempiono le tre Lauder Exhibition Galleries: statue, rilievi, candelabri e medaglie, molti dei quali mai esposti fuori dalla Toscana. La prima sala illustra le tecniche di fonderia e la fusione delle campane; la seconda è dedicata al soggiorno di Donatello a Siena, dal 1457 al 1461; la sala più ampia ospita sculture funerarie, medaglie-ritratto e statue. Diverse opere sono esposte in teche aperte sul retro, che permettono di vedere il processo di fusione.
Galerie la definisce «non certo una mostra di dimensioni colossali, ma piuttosto uno scrigno di bronzi curato con attenzione», mentre il New Criterion la considera la prima rassegna mai realizzata sui maestri senesi del bronzo. L’ingresso costa 30 dollari e il Frick consiglia di prenotare un biglietto con orario. La mostra è aperta fino al 18 gennaio.
La lastra tombale dei Pecci firmata da Donatello debutta negli Stati Uniti insieme a quasi 40 bronzi senesi, molti dei quali non erano mai stati esposti fuori dalla Toscana. Una piccola mostra di taglio accademico, allestita in tre gallerie, per chi ha camminato sul pavimento del duomo di Siena desiderando di osservarlo più da vicino.
La lastra tombale di Donatello per il vescovo Pecci
Una lastra funeraria in bronzo di Giovanni di Bartolomeo Pecci, una delle sole otto opere firmate da Donatello, esposta per la prima volta negli Stati Uniti.
Il monumento a Mariano Sozzini il Vecchio
L’unica effigie in bronzo di un laico del Quattrocento italiano giunta fino a noi: una figura tombale di un giurista, non di un vescovo.
La Resurrezione di Vecchietta, 1472
Cristo che risorge dal sepolcro in un rilievo in bronzo donato dal mercante Joseph Duveen a Henry Clay Frick, importante fonte d’ispirazione per la mostra.
Ercole trionfa sul leone di Nemea
Una statuetta della fine degli anni Ottanta del Quattrocento, alta circa 40 centimetri e attribuita a Francesco di Giorgio; è una delle tre opere in bronzo raffiguranti Ercole la cui datazione è stata precisata di recente.
La Deposizione di Francesco di Giorgio
Un bronzo di circa 86 per 75 cm, databile intorno al 1475, che raffigura il Compianto ai piedi della croce, in prestito dalla chiesa di Santa Maria del Carmine a Venezia.
Cerchi una mostra colossale: Galerie la definisce un piccolo scrigno di bronzi, curato con attenzione.