iInstitute of Contemporary Art / BostonSeaport
Una mostra celebrativa che ripercorre nove esposizioni e iniziative cardine nella storia dell'ICA: dalla fondazione nel 1936 con il nome di Boston Museum of Modern Art, attraverso tredici sedi diverse, fino alla celebre retrospettiva dedicata a Warhol nel 1966.
Si entra in una grande mappa delle tredici sedi che l’ICA ha avuto a Boston: dal Fogg Museum di Harvard, nel 1936, al Seaport, nel 2006. Accanto è esposta la dichiarazione del direttore James Plaut del 1948, in cui spiega perché l’Institute of Modern Art stava cambiando nome.
La mostra ripercorre, in ordine cronologico, nove esposizioni e iniziative. Modern Mexican Painters del 1941 è ricreata accanto a fotografie d’archivio degli stessi dipinti nella sede dell’ICA a Beacon Hill. In una piccola sala, le Silver Clouds di Warhol – cuscini cromati gonfiati a elio – fluttuano sospese a ventilatori a soffitto, a volte uscendo dalla stanza. Tredici indirizzi in 90 anni: l’ICA si è trasferito più spesso di chiunque conosci a Boston il 1º settembre.
Sul Globe, Murray Whyte ha osservato che la mostra «non cerca di includere tutto», ma costruisce «un percorso con alcuni fili conduttori coerenti». È allestita nelle Evans and Conway Galleries. Il biglietto costa 20 dollari; il giovedì l’ingresso è gratuito dalle 17 alle 21, con prenotazione anticipata. L’11 dicembre, «The Inevitable Return: Exploding Plastic Revisited» ripropone la performance di Warhol e dei Velvet Underground.
Le Silver Clouds di Warhol fluttuano grazie a ventilatori a soffitto accanto alla sala degli specchi LOVE IS CALLING di Kusama. L’ICA ripropone in ordine cronologico nove delle sue mostre passate; Murray Whyte del Boston Globe vi ha colto «un percorso attraversato da alcuni fili conduttori costanti».
Le Silver Clouds di Warhol, 1966
Cuscini cromati gonfiati a elio, riproduzioni del 2026 delle nuvole presentate nella retrospettiva su Warhol del 1966, fluttuano nella piccola sala sospesi a ventilatori a soffitto.
LOVE IS CALLING di Kusama
La Infinity Mirror Room del 2013, con sculture gonfiabili moltiplicate in riflessi senza fine.
Inflammatory Wall di Jenny Holzer
Testi sul potere e sul controllo sociale, realizzati tra il 1979 e il 1982 e presentati nell’ambito della serie CURRENTS dell’ICA.
La mappa delle tredici sedi passate
Una grande mappa nella galleria d’ingresso indica tutte le sedi dell’ICA: da Soldiers Field Road, a Brighton, al Fenway e al Seaport.
Le opere al neon con testi di Glenn Ligon
Opere al neon concepite per la John Hancock Founders Gallery, affacciata sul Boston Harbor.
Cerchi un approfondimento su un singolo artista: la mostra si articola in nove brevi capitoli dedicati alla storia del museo stesso.
L’ingresso è sempre gratuito per i visitatori fino ai 18 anni compresi.
iOld State House
Gibson House Museum
iHarvard Museum of Natural History