iTopography of TerrorKreuzberg
Circa 300 oggetti suddivisi in tre sezioni – propaganda, indizi quotidiani e frammenti di consapevolezza ricomposti – si interrogano su quanto i comuni cittadini tedeschi sapessero realmente dell'Olocausto.
Si comincia da un giornale: la Münchner Illustrierte del 16 luglio 1933, con un’apertura di due pagine intitolata «La verità su Dachau». Sotto una fotografia di prigionieri con le pale in mano, la didascalia afferma che vengono rieducati per diventare membri utili dello Stato nazista.
Circa 300 oggetti, provenienti da 95 archivi e da collezioni private, sono presentati in tre sezioni: ciò che il regime dichiarava apertamente, gli indizi raccolti dalle persone per strada, in chiesa, al lavoro o in treno, e le vicende di tre individui che ricomposero quei frammenti in un quadro coerente. L’allestimento si sviluppa su due livelli, con pareti oblique che nascondono in parte alcuni reperti: spetta al visitatore collegare i fatti. Su taz, Klaus Hillenbrand ne ha apprezzato la capacità di lasciare parlare i fatti; osserva però che alle fotografie delle deportazioni pubbliche è riservato sorprendentemente poco spazio.
L’ingresso è gratuito, tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, nella sala delle mostre temporanee. Tutti i contenuti sono in tedesco e in inglese; sono disponibili audioguide.
Il servizio da tavola della famiglia Ganz
Cercate una zuppiera e un piatto dalla decorazione discreta, parte di un servizio per dodici persone messo all’asta nel 1941 e conservato dalla famiglia dell’acquirente fino al 2023.
Il diario di guerra di Anna Haag
Uno dei 20 quaderni in cui una donna di Stoccarda analizzò la propaganda e annotò i crimini, per poi nasconderli nella cantina del carbone per timore di essere denunciata.
Il volantino britannico trovato su un treno
Una copia di «Die andere Seite», lanciato a milioni di esemplari sulla Germania e raccolto da pendolari nei pressi di Düsseldorf; riporta l’appello di Thomas Mann alla BBC contro i crimini commessi in nome dei tedeschi.
La croce da cappellano e il volantino di Walter Höchstädter
Dopo aver appreso degli omicidi, un cappellano militare fece stampare ad Annecy, nel 1944, 1.000 copie di un volantino che li condannava e le spedì ai suoi amici.
La radio Volksempfänger
Il ricevitore popolare, economico e costruito per diffondere la propaganda nazista, poteva captare anche le stazioni straniere; dall’inizio della guerra agli ebrei fu vietato possedere apparecchi radio.