In mostra: Berlino
Immagine della mostra su Christoph Schlingensief al Gropius Bau

Gropius BauKreuzberg

Christoph Schlingensief: Es ist nicht mehr mein Problem, macht eure Scheiße alleine

In corso9 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027A pagamento: vedi il sito

La prima grande retrospettiva berlinese su Schlingensief da oltre un decennio: dalle azioni politiche alle regie teatrali più radicali fino alla performance art, con al centro il tema del dubbio, della messa in discussione e del fallimento.

Altro a Berlino

La prima cosa che si vede non richiede il biglietto. Kaprow City, un’installazione che occupa un’intera sala e che il Gropius Bau collega strettamente al lavoro di Schlingensief a Berlino, si trova nel Lichthof, l’atrio centrale ad accesso libero, e apre la mostra. Si tratta di metà della piattaforma girevole dello spettacolo del 2006 alla Volksbühne sulla morte di Diana, perlopiù coperta di plastica, con vecchi televisori che trasmettono in loop scene dello spettacolo.

Da qui la mostra si snoda attraverso otto sale di installazioni e opere video, affiancate da film documentari e materiali d’archivio. The Guardian ha definito «sorprendentemente attuale» il suo lavoro sull’estrema destra e ha giudicato inquietante la visione di The African Twin Towers, girato in Namibia. nd ha descritto la mostra come una serie di affondi, più che una retrospettiva, con il cinema di Schlingensief escluso.

È bene sapere cosa vi aspetta. La mostra affronta il razzismo, la violenza coloniale e la discriminazione delle persone con disabilità, e contiene espressioni razziste e abiliste. Alcune opere fanno uso di luci stroboscopiche e rapidi cambi d’immagine. Il biglietto costa 15 €, ridotto 10 €; il museo è chiuso il martedì.

Scelto dalla redazione

Metà del palcoscenico girevole della Volksbühne del 2006, ricoperta di plastica e con televisori in loop, occupa l’atrio gratuito; seguono otto sale, dalla sala di The African Twin Towers, con 18 schermi, a quella di Hamlet. The Guardian ha giudicato l’opera sulla destra radicale «di sorprendente attualità».

Da non perdere

  • Kaprow City nel Lichthof

    Metà della piattaforma girevole dello spettacolo su Diana, coperta di plastica, con vecchi televisori che trasmettono in loop scene della messinscena: la si vede nell’atrio senza bisogno del biglietto.

  • Ausländer Raus! Schlingensiefs Container

    Il film di Paul Poet sull’azione del container di Schlingensief, proiettato ogni giorno alle 16:00 nel cinema del Gropius Bau.

  • The African Twin Towers (2005)

    Scene del progetto realizzato in Namibia, in cui un cast che comprende Patti Smith rievoca miti wagneriani, scorrono come un mosaico su 18 schermi.

  • The Church of Fear

    La chiesa di legno, presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2003, fu costruita per la sua comunità religiosa parodistica, devota alle paure delle persone.

  • La sala di Hamlet

    Una sala documenta il suo Hamlet di Zurigo, che portò in scena giovani usciti da gruppi neonazisti, con estratti della tournée berlinese, interviste e una citazione sulla parete: «Non stiamo recitando Hamlet, stiamo recitando la Germania».

Ideale per

  • Per appassionati
  • Ospiti da fuori

Lascia perdere se

Se sei sensibile alle luci intermittenti: il museo avverte che alcune opere fanno uso di luci stroboscopiche e rapidi cambi d’immagine.

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