iKulturforumTiergarten
Ripercorre la storia della parola «bizarre» dal Rinascimento alle immagini del XXI secolo, attraverso opere della Kunstbibliothek, della Gemäldegalerie e del Kupferstichkabinett.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Il primo «bizarro» della letteratura è un nobile fiorentino nell’Inferno di Dante, che si lacera in preda alla furia. Sette secoli dopo, la stessa parola dà il nome all’etichetta discografica fondata da Frank Zappa nel 1968 e a Bizarro, il gemello al contrario di Superman. La Kunstbibliothek presenta quella che definisce la prima mostra a raccontare l’intera storia nel mezzo.
Si entra con Dante e si esce con Superman, attraversando otto sezioni: Furor, Dream, Capriccio, Grotesques, Wonder, Chimeras, Laughter e Bizarro World. Il nucleo della mostra è costituito da disegni, stampe e libri della Kunstbibliothek, molti dei quali esposti di rado o mai prima d’ora, insieme a dipinti in prestito dalla Gemäldegalerie, dall’Alte Nationalgalerie e dal Kupferstichkabinett. C’è spazio anche per la gara barocca a chi riusciva a sembrare più originale di tutti, tre secoli prima che ci si vestisse per entrare al Berghain.
L’ingresso è incluso nel biglietto del Kulturforum: 22 euro (ridotto 11), valido per tutte le mostre dell’edificio, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Il curatore Moritz Wullen conduce visite in tedesco in alcune mattine del fine settimana, alle 11, al costo di 6 euro.
Comincia con il primo «bizarro», in un’edizione del 1487 dell’Inferno di Dante, e si conclude con Bizarro di Superman. Nel mezzo, Bosch, Venere, Marte e Amore di Piero di Cosimo e l’Uomo-lumaca di Claude Gillot.
Il primo «bizarro» di Dante
Un’edizione di Dante stampata a Brescia nel 1487 con il commento di Cristoforo Landino, aperta all’ottavo canto dell’Inferno, dove la parola compare per la prima volta.
La tavola bifronte di Bosch
Su un lato, San Giovanni a Patmos; sul retro, un globo dipinto popolato da scene della Passione di Cristo, realizzato tra il 1495 e il 1500.
Venere, Marte e Amore di Piero di Cosimo
Un dipinto a olio su tavola, databile intorno al 1505, del pittore che Vasari definì «bizarro, e fantastico»: una frase tratta dalle Vite del 1568, anch’esse in mostra.
L’uomo-lumaca di Claude Gillot
Un progetto dei primi del Settecento per un costume da chimera: un uomo trasformato in lumaca, disegnato a gesso, sanguigna e matita.
Le Bizzarie di varie figure di Bracelli
Una serie di capricci del 1624, presentata nell’edizione parigina del 1963 curata da Tristan Tzara, il dadaista che salutò Bracelli come profeta dell’arte moderna.
iNeue Nationalgalerie
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