iFotografiska BerlinMitte
Attingendo a un archivio di circa un milione di diapositive amatoriali dimenticate, Lee Shulman le trasforma in un paesaggio domestico immersivo dedicato alla vita familiare anonima.
Un bambino tiene in alto una palla da spiaggia verso la macchina fotografica. La madre ha gli occhi chiusi e l’inquadratura ha tagliato la testa al cane. È una delle circa 12.000 diapositive qui esposte, tutte selezionate dall’Anonymous Project di Lee Shulman, un archivio di circa un milione di diapositive amatoriali abbandonate.
Nomi, date e luoghi sono scomparsi. Le diapositive sono disposte in Totem, lightbox dal pavimento al soffitto collocati in una sala completamente buia; ci si cammina in mezzo come lungo una strada di finestre illuminate di notte. Secondo il recensore di DOCMA, è come ritrovare le vecchie serate in famiglia dedicate alle diapositive, ma senza lo zio al proiettore.
Prendetevi il tempo necessario e, suggerisce DOCMA, portate una lente d’ingrandimento: le diapositive sono così ravvicinate che il divertimento comincia da vicino, con il cognato imbronciato e la parrucca storta. Mezz’ora basta per attraversare la mostra, scrive il recensore, ma non per entrarci davvero. I biglietti costano 15 € e includono anche le altre mostre dell’edificio. La mostra è aperta tutti i giorni fino alle 23:00 (ultimo ingresso alle 22:00) e chiude il 1° novembre.
I Totem
Cercate le strutture retroilluminate di diapositive, dal pavimento al soffitto: sono l’unica fonte di luce nella sala buia e ognuna racchiude una fitta successione di momenti familiari distinti.
La famiglia texana e la Pontiac grigio-azzurra
Una famiglia di quattro persone posa in un garage accanto all’auto; solo uno dei bambini, un ragazzo dai capelli rossi, guarda davvero verso la macchina fotografica.
Il festone argentato e l’auto
Un albero di Natale sepolto sotto una quantità eccessiva di festoni argentati campeggia accanto a una grande auto, fotografata con più reverenza della famiglia in primo piano.
I disastri sullo sfondo
Avvicinatevi alle lightbox per scoprire le piccole catastrofi dietro ai soggetti: un cognato imbronciato, una parrucca storta, un bambino che fa qualcosa di proibito.
Cercate fotografi identificabili: qui ogni immagine è una diapositiva amatoriale anonima.
I bambini fino a 12 anni entrano gratis con un adulto; inoltre, per tutta la durata di Social Studies di Lauren Greenfield, l’ingresso è gratuito anche per chi ha meno di 18 anni.