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La prima commissione internazionale della First Nations Banner Series per l’artista Hunkpapa Lakota Dana Claxton accosta ritratti in abiti cerimoniali a documenti di sorveglianza dell’FBI sull’attivismo indigeno, con parti censurate.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Un’immagine mostra una famiglia con i volti nascosti da fili di perline, conchiglie e piume, fotografata con la patinata estetica di un servizio di moda. L’altra riproduce i fascicoli di sorveglianza dell’FBI sull’American Indian Movement, declassificati e ampiamente censurati.
Sono le due opere che l’artista Hunkpapa Lakota Dana Claxton ha realizzato per la Banner Series, esposta all’esterno di The Gunnery e non nelle gallerie. È la prima artista internazionale delle First Nations a ricevere una commissione per la serie. In Shadae and her Girlz (2023), l’acconciatura non è cerimoniale: è composta da doni, perline da scambio e oggetti preziosi raccolti nelle diverse comunità. AIM (2010) mostra il modo in cui lo Stato documenta le vite indigene.
Non serve entrare per vederla: Claxton vuole che l’opera raggiunga anche chi non frequenta le gallerie. Sarà esposta dal 23 ottobre; le mostre al coperto che la accompagnano sono a ingresso gratuito, da martedì a domenica, dalle 11 alle 17.
Shadae and her Girlz (2023)
Cerca una famiglia velata da strati di perline, conchiglie, piume e oggetti ricevuti in dono, in posa come per un servizio di moda: gli ornamenti prendono il posto dei volti.
AIM (2010)
Cerca i fascicoli dell’FBI sull’American Indian Movement, riprodotti con ampie parti censurate: ciò che si legge è perlopiù quello che lo Stato non ha rivelato.