State Library of New South WalesSydney CBD
Per celebrare il bicentenario della Biblioteca, sono esposti oltre 200 oggetti, tra cui i diari della Endeavour e una copia della Magna Carta risalente al 1297.
Qui si trova l’oggetto più piccolo della Biblioteca: il Padre nostro, stampato in un libro di 6 mm per lato. Condivide una parete di curiosità con incarti per il pane degli anni Sessanta collezionati da un adolescente, una ciocca di capelli di Mary Shelley e adesivi per la frutta raccolti a Mona Vale nel 2008 e nel 2009. La prossima volta che sbucciate una banana di Woolies, trattate l’adesivo con un po’ di rispetto.
Il resto della Amaze Gallery ospita circa 200 oggetti scelti da una raccolta di circa sei milioni. I curatori accostano il vecchio al nuovo, invece di isolare i tesori: l’opera Rum Runners, realizzata da Karla Dickens nel 2018, è esposta tra i diari della First Fleet, e i dipinti di uccelli e piante di William T Cooper sono appesi accanto ai più antichi disegni europei realizzati sulle terre Gadigal. Si possono vedere anche entrambi i volumi del diario di bordo della Endeavour di Joseph Banks e un libro di statuti copiato intorno al 1330, che contiene la Magna Carta.
L’ingresso è gratuito. Le gallerie si trovano al primo piano del Mitchell Building e restano aperte fino alle 20 dal lunedì al giovedì. L’app gratuita Bloomberg Connects offre un tour autoguidato in oltre 40 lingue.
Il Padre nostro di 6 mm
Cercate nella vetrina delle curiosità l’oggetto più piccolo della Biblioteca: il Padre nostro stampato in un libro di 6 mm per 6 mm.
I gioielli di capelli
Una spilla d’oro che custodisce una ciocca di capelli di Sir Henry Parkes e un serpente il cui corpo è intrecciato con capelli e che stringe un medaglione con una ciocca di capelli intrecciata.
Il Diagram IX di Hargrave
Lawrence Hargrave si disegnò imbragato sotto l’aquilone più in basso, documentando il sollevamento di 4,8 metri raggiunto a Stanwell Park nel 1894.
Il ballo di Collard per il governatore FitzRoy
Una sala illuminata da lampadari nei pressi di Port Macquarie nel 1847, gremita di uomini in frac e donne con gonne ampie e svolazzanti, dipinta da Anna Sarah Rachel Collard.
The Aboriginal or Flinders Island Chronicle
Il primo giornale aborigeno, scritto a mano dal 1836 al 1838 dagli adolescenti Thomas Brune e Walter George Arthur, accanto al primo Sydney Gazette.