iMAXXI - National Museum of 21st Century ArtsFlaminio
Parte del programma «extra MAXXI», l’esposizione accosta capolavori futuristi di artisti come Boccioni e Balla a opere contemporanee che si confrontano con la loro eredità di velocità e simultaneità.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Recensendo nel 2024 «Il tempo del futurismo» di Gabriele Simongini alla Galleria Nazionale di Roma, Alessandra Mammì di Artribune lo definì «vasta e solida», individuando un solo vero passo falso: il «ritorno al futuro», con didascalie che immaginavano un Marinetti capace di prevedere già Internet. Hanlu Zhang, su Artforum, fu più severo: scrisse che la mostra «offre ben pochi spunti di riflessione» e celebrava la tecnologia senza metterla in discussione.
Questo seguito, curato dalla stessa persona, parte proprio dal salto che Mammì aveva criticato. Le opere futuriste di Balla, Boccioni, Crali, Depero, Dottori, Marinetti e Růžena Zátková sono esposte accanto a lavori recenti di Fabio Giampietro, Donato Piccolo e Quayola, che attingono alla teoria futurista per immaginare il futuro prossimo. Sta a voi giudicare se quel salto riesca meglio quando a compierlo sono artisti viventi. Mammì concludeva la sua recensione ricordando che l’arte contemporanea ha già il MAXXI, a mezz’ora di cammino. Questo seguito ha fatto il percorso.
La mostra fa parte del programma «extra MAXXI». Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19; la biglietteria chiude un’ora prima.