iMusée du quai Branly - Jacques Chirac · 7e arrondissement
Dalle foreste della Nuova Guinea ai dipinti dei maestri della Scuola del Nord, un viaggio che ripercorre cinque secoli di fascinazione per gli uccelli del paradiso.
L’uccello del paradiso deve il suo nome a un errore. Le prime pelli giunte in Europa avevano le zampe e le ali amputate per il viaggio, e i naturalisti dell’epoca conclusero che l’uccello del paradiso volasse senza.
Il percorso si apre con i film di Tim Laman e l’albero di Nelly Saunier, le cui foglie sono fatte di piume di ara, per poi passare ai copricapi cerimoniali delle Highlands: piume dai colori vivaci e conchiglie su una base nera come il carbone. Le piume viaggiano poi fino a un copricapo da incoronazione nepalese, a un dipinto di Roelandt Savery affollato di casuari e ara, a una spilla del 1942 di Van Cleef & Arpels e a un abito del 1969 di Yves Saint Laurent. L’ultima sezione torna agli artisti della Papua Nuova Guinea.
La mostra non nasconde il prezzo pagato: il commercio di piume della Belle Époque portò alcune specie quasi all’estinzione, un dato che la recensora di Berthine ha trovato «un peu vertigineux». Consiglia di calcolare un’ora, un’ora e mezza se si legge tutto. L’ingresso è compreso nel biglietto del museo, che costa 14 € (11 € ridotto); il giovedì la mostra è aperta fino alle 22:00.
L’albero di piume di Nelly Saunier
Nella sezione iniziale, un albero le cui foglie sono fatte di piume ibride di ara raccolte dall’artista in tre anni trascorsi in Sud America.
Un copricapo da danza delle Highlands
Cercate le piume dell’uccello del paradiso e le conchiglie, disposte verticalmente su una base annerita con il carbone: lo indossavano gli uomini durante le cerimonie a metà del Novecento.
La voliera affollata di Roelandt Savery
In una tela, ara sudamericani, un tacchino nordamericano, casuari e uccelli del paradiso si ritrovano in un’unica scena di specie esotiche.
La spilla del 1942 di Van Cleef & Arpels
Un uccello del paradiso in oro giallo, oro rosa e platino, impreziosito da rubini, zaffiri e diamanti.
L’abito di Grace Nugi
Nella sezione conclusiva, un abito del 2014 disegnato e indossato da Grace Nugi, biologa e Miss Papua Nuova Guinea di quell’anno.
Circa 60 min
Il museo la indica come adatta a tutte le età; la recensora di Berthine l’ha trovata accessibile anche ai bambini e abbastanza breve da non stancarli.