iWhitney Museum of American Art · Meatpacking District
Una retrospettiva completa di circa 130 opere che spaziano dagli anni Quaranta agli anni Novanta, che ricostruisce come Roy Lichtenstein abbia trasformato le immagini della cultura di massa in icone della Pop Art, indagando al contempo la duplicazione e la circolazione delle immagini attraverso diversi media.
Otto dipinti, che non erano esposti insieme dal 1962, tornano su un’unica parete, nella disposizione originale. Formavano la prima mostra di Lichtenstein in stile Pop, alla Leo Castelli Gallery, e il Whitney li ha riuniti tutti.
Si comincia percorrendo Greene Street Mural, lungo quasi 96 piedi, uno dei quattro murales ricostruiti, fino a Image Duplicator, un paio di occhi sporgenti da fumetto. Poi circa 130 opere occupano il quinto piano, tra cui Look Mickey e Drowning Girl. I curatori costruiscono il percorso attorno alla copia; alle opere sono affiancati anche lavori di Lawler, Pettibone e Sturtevant, che a loro volta hanno copiato Lichtenstein. Il titolo viene da una tela del 1962 ed è anche la formula di due parole che compare in ogni annuncio di rivendita su cui vi sia mai capitato di scorrere.
Wallpaper l’ha definita «rivelatrice e vivace». Per ARTnews è elegante più che capace di rimettere tutto in discussione: il percorso raggiunge il suo apice nei dipinti della cattedrale di Rouen, e la rivista suggerisce di dare una scorsa all’ultimo terzo. Il biglietto costa 30 dollari; l’ingresso è gratuito per chi ha 25 anni o meno e il Whitney consiglia di prenotare in anticipo. Il venerdì il museo resta aperto fino alle 22; l’ingresso è gratuito dalle 17.
Gli otto dipinti del debutto di Lichtenstein da Castelli nel 1962 sono riuniti di nuovo, accanto al Greene Street Mural, lungo quasi 96 piedi. Wallpaper lo ha definito «rivelatore e vivace»; per ARTnews è elegante, più che una rilettura. Ingresso gratuito per i visitatori fino a 25 anni.
La mostra d’esordio alla Castelli del 1962, riunita
Tutti e otto i dipinti della prima mostra di Lichtenstein in stile Pop sono esposti nella disposizione originale: è la prima volta che tornano insieme da allora.
Greene Street Mural, ricostruito
Una parete lunga quasi 96 piedi, coperta dai suoi caratteristici tratti di pennello e dai punti Benday, apre la mostra; al suo interno sono inserite teche con disegni, maquette e Polaroid.
La sala Mirrors
Una sala arrotondata dalle pareti argentate, circondata da otto tele Mirror realizzate tra il 1969 e il 1972: cerchi di vetro punteggiati che non riflettono nulla, mai esposti così numerosi insieme in una retrospettiva.
Lawler, Pettibone e Sturtevant
Tre artisti che hanno costruito le proprie opere copiando Lichtenstein sono esposti accanto ai dipinti che hanno copiato.
Girl in Window, all’aperto
Alex Da Corte e il suo studio hanno dipinto a mano una Girl in Window alta 32 piedi sulla facciata del Whitney: una parte della mostra si può vedere anche senza entrare.
Cerchi una rilettura radicale: secondo ARTnews, la mostra non stravolge ciò che già sai di Lichtenstein.
L’ingresso è gratuito per chi ha 25 anni o meno, quindi pagano solo gli adulti. I passeggini sono ammessi in tutto il museo.