iMuseo Teatrale alla Scala · Centro Storico
Fotografie d’epoca documentano la ricostruzione della Scala dopo i bombardamenti del 1943, fino allo storico concerto di riapertura diretto da Toscanini l’11 maggio 1946, a 80 anni di distanza.
Nell’agosto del 1943 il lampadario della Scala, con le sue tre tonnellate di peso, era smontato in un magazzino alla Bovisa. I bombardamenti lo raggiunsero comunque. Una fotografia mostra alcuni operai in tuta chini sui suoi pezzi nella sala sventrata, prima che le 352 lampade e le catene di cristallo di Boemia tornassero al loro posto.
La visita comincia dall’auditorium devastato, passa alla Milano ferita che lo circonda, poi alle impalcature e ai palchi ricostruiti in pioppo come nell’originale di Piermarini, e si conclude con il ritorno di Toscanini dall’America per il concerto di riapertura dell’11 maggio 1946, tre settimane prima che l’Italia votasse per diventare una repubblica. I materiali provengono dall’archivio della Scala, dall’Archivio Luce, dal Corriere della Sera e dal Politecnico. Un video sulle note della registrazione originale del concerto raccoglie le testimonianze di Liliana Segre, Harvey Sachs e Pier Luigi Pizzi, che ricorda le prove.
Il critico de Il Giornale ne ha lodato l’assenza di retorica celebrativa e ha definito la sala quasi meditativa. La mostra è allestita nel Ridotto dei Palchi "Arturo Toscanini" ed è visitabile con il museo tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:30; ultimo ingresso alle 17:00. Fino al 30 dicembre.
Lo schizzo di Benois sulla rinascita
Il progetto del 1946 di Nicola Benois raffigura in basso il teatro sventrato e, sopra, una Scala ricostruita su una nuvola disegnata dal carro di Apollo, sorretta da angeli e dall’Italia.
La locandina della serata di riapertura
Il programma dell’11 maggio 1946 riunisce brani di Rossini, Verdi, Puccini e Boito, tutti italiani, sotto la direzione di Toscanini: il concerto che lanciò il soprano Renata Tebaldi.
La ricostruzione del lampadario
Gli operai ricompongono gli ornamenti del grande lampadario su un tavolo nell’auditorium spogliato, mentre alle loro spalle si innalzano i palchi vuoti, privi di ogni rivestimento.
Il messaggio del sindaco
Toscanini impedì al sindaco Antonio Greppi di pronunciare un discorso; Greppi non si presentò e scrisse: Toscanini è un grande artista, ma prima di lui vengono i Martiri e gli Eroi.
Il video
Le immagini d’archivio della sala in rovina e dei restauratori al lavoro scorrono sulla registrazione originale del concerto del 1946, mentre Liliana Segre ricorda la Milano del dopoguerra.
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