iHumboldt ForumMitte
Mirae kh Rhee si interroga su come gli oggetti siano entrati nelle collezioni, su chi collezioni e perché, in un progetto concepito come una camera delle meraviglie e ispirato a una prospettiva femminista transnazionale e decoloniale.
In una fotografia, Mirae kh Rhee è in hanbok e scosta una tenda a stampa leopardata davanti a una libreria a grandezza naturale, riprodotta da un dipinto coreano del XIX secolo. I libri sono soltanto immagini. Sopra di loro, un’insegna al neon cita il re Jeongjo del XVIII secolo: «Pensavate che fossero libri? Non sono libri: è un’immagine».
Le due sale accostano il lavoro di Rhee ai chaekgeori del museo, paraventi dipinti con libri e tesori degli studiosi, appartenenti a un genere destinato agli uomini confuciani di cultura. Al centro si trova una libreria cucita in tessuto, con tutti gli scomparti vuoti. Di fronte, un mobile a parete delle curiosità raccoglie ricordi donati da persone della cerchia di Rhee, ciascuno accompagnato da un questionario che spiega perché vi trova posto.
Venite pronti a leggere: diverse opere ruotano attorno alle parole, dalla frase al neon alla riscrittura in haiku di Orientalism di Edward Said. La mostra si trova al terzo piano, nelle sale 318 e 319, ed è inclusa nel biglietto da 9 euro per le Collezioni etnologiche e l’arte asiatica. Chiusa il martedì.
L’artista e i suoi libri
Rhee, in hanbok, scosta una tenda a stampa leopardata davanti a una libreria ricreata da un dipinto di Yi Eungnok, sotto la frase al neon del re Jeongjo in cinese classico.
La libreria vuota in tessuto
Su un piedistallo al centro, uno scaffale dispiegato, cucito in tessuto dai colori smorzati e con tutti gli scomparti vuoti: Rhee lo definisce soltanto l’illusione di un recipiente.
Wunderkammerkŏri
Una parete gremita di oggetti personali e ricordi donati dalla cerchia di Rhee, classificati secondo un sistema museale del 1565 e disposti su piedistalli in stile barocco.
Patterns of Illegibility
Realizzate per questa mostra: figure chinoiserie tratte da un libro di modelli di Meissen del XVIII secolo, con i volti coperti da cerchi dorati recanti, in forma di haiku, un’iscrizione che riprende Orientalism di Said; ai loro lati, due figure chinoiserie ricevute in prestito.
I guardiani
Disegni di figure in porcellana di Meissen del XVIII secolo con i volti di star hollywoodiane come Tilda Swinton e Scarlett Johansson, che prendono di mira il yellowface e le scelte di cast che cancellano le persone di colore.
Cercate antichità asiatiche: qui si trova soprattutto arte contemporanea che riflette su come i musei le abbiano collezionate.
iDDR Museum
iAltes Museum
iDeutsches Historisches Museum