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Celebra i 120 anni della East Asian Art Collection attraverso il motivo del pescatore nella pittura cinese, simbolo di evasione da un mondo turbolento.
L’album di Hongren con pescatori in paesaggi reca una postilla datata 1660; come tutti i pescatori di questa sala, anche i suoi non hanno nome. Nella pittura cinese l’anonimato era il punto: il pescatore rappresentava un funzionario che aveva abbandonato la vita al servizio dello Stato, mentre le guerre tra dinastie devastavano il paese.
I dipinti occupano la Room 319, al terzo piano: la sala a rotazione «Artists and Connoisseurs» del Museum of Asian Art, allestita per celebrare i 120 anni della collezione d’arte dell’Asia orientale di Berlino. Le opere vanno da un paesaggio fluviale della dinastia Yuan attribuito a Tang Di a un ventaglio dipinto nel 1948. Ogni fiume tranquillo si legge due volte: il museo fa notare che una barca vuota con la corda allentata può simboleggiare la libertà oppure una casa da cui qualcuno è stato costretto a fuggire.
È una sola sala, con rotoli e fogli d’album, compresa nel biglietto da 9 € per le collezioni e interamente accessibile in sedia a rotelle. L’ultimo giorno di apertura è lunedì 29 marzo 2027.
Wang Chen, Tramonto sul villaggio di pescatori
L’immagine principale della mostra: un foglio d’album della dinastia Qing, del XVIII secolo, raffigura un villaggio di pescatori al tramonto e reca una postilla scritta da Wang Wenzhi.
Un ventaglio del 1948 con pescatori e neve sul fiume
Su un unico ventaglio, Wu Jingting dipinse le gioie dei pescatori sul fiume e la neve che lo ricopre; l’opera reca una calligrafia di Luo Fukan e fu poi montata come foglio d’album.
Jin Junming, Barca sul lago
Cerca il foglio d’album con una barca sul lago, datato 1675, l’anno della morte del pittore.
Cerchi una grande mostra temporanea: si tratta di una sola sala a rotazione con rotoli, all’interno delle gallerie d’arte asiatica.
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