iColosseum and Roman Forum · Celio / Monti
Mostra dedicata a Saffo di Lesbo, allestita negli Uccelliere Farnesiane sul Palatino. Tra la poetessa storica e quella leggendaria, il percorso presenta vasi, sculture, dipinti e manoscritti.
Nel primo padiglione Saffo si getta dalla rupe leucadea: la scena è proiettata a partire da una rara immagine nell’abside della basilica sotterranea di Porta Maggiore, a Roma. Si prosegue verso l’altra immagine evocata dai suoi frammenti: la luna, dipinta da Filippo Palizzi come luna calante prima dell’alba.
È la prima mostra dedicata alla poetessa: circa 40 opere allestite nelle due Uccelliere Farnesiane sul Palatino. Nel primo padiglione si incontra la Saffo dei frammenti, tra vasi dipinti e un busto coronato d’alloro. Il secondo è dedicato alla leggenda: un giardino d’interni profumato di rose, da La morte di Saffo di Gustave Moreau a una lampada Lesbo di Artemide del 1967 e a uno Swatch Saffo del 1991. La curatrice Silvia Romani la definisce una pop star dell’antichità; il merchandising è qui a dimostrarlo.
L’ingresso è incluso nel biglietto da 18 € per Colosseo, Foro Romano e Palatino oppure nel Forum Pass Super (2 € per i cittadini dell’UE tra i 18 e i 24 anni), acquistabili su ticketing.colosseo.it. Dal 25 ottobre il Palatino chiude alle 16:30; ultimo ingresso alle 15:30.
Il salto dalla rupe leucadea
Cercate la proiezione sonora del salto di Saffo, tratta da una rara scena nell’abside della basilica sotterranea di Porta Maggiore: è la più importante immagine antica di Saffo rinvenuta a Roma.
Il cratere a calice di Bochum
Un vaso a figure rosse del 480–470 a.C., attribuito al Pittore di Tithonos, sul quale Saffo è identificata dal nome dipinto accanto alla sua figura.
Il busto di Marchiori coronato d’alloro
Il busto scolpito da Giovanni Marchiori raffigura la poetessa con una corona d’alloro, l’onore che gli antichi tributavano alla donna chiamata da loro la decima Musa.
Il padiglione del roseto
Il secondo padiglione è un giardino artificiale al coperto, con due piccoli diorami e il profumo delle rose nell’aria, in omaggio ad Afrodite, la dea che Saffo invocava di continuo.
La lampada Lesbo e lo Swatch Saffo
La lampada Lesbo, disegnata da Angelo Mangiarotti per Artemide nel 1967, e uno Swatch Saffo del 1991 mostrano dove è approdata la leggenda: nei negozi di design e al polso.
iCapitoline Museums
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