Castel Sant'Angelo - Museo Nazionale · Borgo
Documenti, costumi, sceneggiature e materiali d’archivio ripercorrono la carriera di Visconti, a 120 anni dalla nascita, con un approfondimento su Il Gattopardo.
La mostra si apre con alcuni fotogrammi di Tosca di Jean Renoir, girato proprio qui, a Castel Sant’Angelo. Allo scoppio della guerra Renoir lasciò l’Italia; tra i suoi assistenti c’era Luchino Visconti, al suo primo lavoro nel cinema. Tornò nel 1954 per girare l’esecuzione che conclude Senso.
Da qui si entra nel dietro le quinte de Il Gattopardo, il film del 1963 tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa. Fotografie di scena, manifesti, costumi originali, sceneggiature e bozzetti raccontano il lavoro di ogni professione coinvolta: sceneggiatori, scenografo, arredatore, costumista, sartorie e compositore. La curatrice Caterina d’Amico sottolinea che tutto era fatto a mano: le sceneggiature venivano scritte a mano e le scenografie progettate con fotografie e nastro adesivo. Il castello aggiunge cimeli garibaldini della propria collezione, risalenti agli anni della Spedizione dei Mille.
D’Amico definisce la mostra piccola e affettuosa: vale la pena inserirla in una visita al castello. L’ingresso è compreso nel biglietto del castello da 18 € (2 € per i cittadini UE tra i 18 e i 25 anni), da martedì a domenica, dalle 9:00 alle 19:30, fino al 29 novembre.
I fotogrammi di Tosca
All’inizio del percorso, cerca le fotografie di scena di Tosca di Renoir, girato in questo castello: fu il film in cui Visconti lavorò per la prima volta come assistente.
Cerchi una retrospettiva completa su Visconti: la curatrice definisce questa una piccola mostra incentrata su Il Gattopardo.