Castel Sant'Angelo - Museo Nazionale · Borgo
Oltre 70 reperti dai depositi di Ercolano, articolati in sette sezioni, raccontano la vita quotidiana nella città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., compresa una pagnotta carbonizzata.
Pagnotte cotte a Ercolano duemila anni fa sono esposte in una teca: il Vesuvio le ha carbonizzate nel 79 d.C., ma sono rimaste intere. La loro forma è identica a quella del pane raffigurato nell’affresco pompeiano della distribuzione del pane.
Oltre 70 reperti dai depositi di Ercolano, molti dei quali mai esposti prima, occupano le sale di Clemente VII, la Sala della Giustizia e le sale di Clemente VIII. Si entra in una Wunderkammer con 42 opere – statue, busti, affreschi e gioielli – e si prosegue nella sala dedicata alla proiezione sull’eruzione, poi tra la strada, la cucina, il vino e la sala dei banchetti. Qui si trova una meridiana di marmo, usata per scandire colazione, pranzo e cena: una priorità a cui Roma non ha mai rinunciato.
La mostra nasce da un’esposizione sul cibo allestita a Villa Campolieto, a Ercolano, e il cibo accompagna ancora gran parte del percorso. L’ingresso è incluso nel biglietto del castello da 18 € (app Musei Italiani, CoopCulture o biglietteria). Prorogata fino al 1° novembre, è all’ultima settimana: aperta da martedì a domenica, dalle 9:00 alle 19:30.
Le pagnotte carbonizzate
Cerca le pagnotte dell’eruzione, annerite ma intatte: hanno la stessa forma del pane raffigurato nell’affresco pompeiano della distribuzione del pane.
Le teglie da forno di Sesto Patulcio Felice
Teglie provenienti dal forno di un panettiere di Ercolano: fanno parte di un corredo di 25 stampi rinvenuto in città.
La larva convivialis
Nella sala dei banchetti, una piccola statuetta d’argento a forma di scheletro, collocata sulla tavola per ricordare agli ospiti che la vita è breve e che il pasto va gustato.
La meridiana dei pasti
Una meridiana di marmo scandiva i tre pasti della giornata romana: ientaculum, prandium e cena.
Le offerte a Bacco
Un pannello ad affresco proveniente dalla Casa dei Cervi di Ercolano, in prestito dal museo archeologico di Napoli, raffigura offerte al dio del vino. È esposto nella sezione dedicata al commercio del vino in Campania.