iPhiladelphia Museum of Art · Fairmount / Benjamin Franklin Parkway
Un secolo di fotografia americana dalla collezione del museo mostra come individui e comunità abbiano usato la macchina fotografica per definire il proprio posto in una nazione in trasformazione.
Alla fine degli anni Cinquanta dell’Ottocento, per farsi fare un ritratto poteva bastare entrare in una tenda. I fotografi ambulanti si fermavano per qualche giorno alle fiere e nelle piazze dei paesi, realizzavano tintype economici e resistenti, poi ripartivano. Molti dei grandi tintype esposti qui provengono dalla collezione dell’artista e mercante Paul Cava, che cercava persone con qualcosa di misterioso.
Il resto del percorso, fino al 1950, comprende dagherrotipi, vedute stereoscopiche, istantanee e fotomontaggi della collezione del museo, realizzati perlopiù da fotografi di cui non è stato tramandato il nome. Dal 1907 Kodak stampava qualsiasi fotografia su cartoncino da cartolina: molte delle immagini esposte erano quindi pensate per essere spedite, dai monumenti locali agli scherzi. Un gruppo ritrae squadre di baseball di piccoli centri.
Il curatore Peter Barberie osserva che «Americana» di solito evoca torta di mele e baseball, lasciando fuori molte persone: la mostra è concepita per mettere in discussione il proprio titolo. Occupa le Honickman Galleries 156 e 157 nel Main Building, è compresa nel biglietto d’ingresso generale, il venerdì resta aperta fino alle 20:45 ed è stata prorogata fino al 1° novembre.
Le cartoline delle squadre di baseball dei piccoli centri
Un gruppo di cartoline fotografiche originali con squadre di baseball locali, risalenti agli anni in cui quasi ogni cittadina americana aveva una propria squadra e Kodak stampava qualsiasi istantanea su una cartolina pronta per essere spedita.
I grandi tintype di Paul Cava
Ritratti di grande formato su lastre metalliche, scelti dal collezionista per i soggetti insoliti e carichi di tensione; tra questi, un uomo degli anni Sessanta dell’Ottocento con un cappello inclinato.
Cerchi nomi celebri: la maggior parte di queste fotografie è stata realizzata da professionisti e dilettanti rimasti anonimi.