In mostra: Filadelfia
Particolare della scultura In Between di Leo Amino

Barnes Foundation · Benjamin Franklin Parkway / Museum District

Noguchi to Asawa: Progettare l’America del dopoguerra (Noguchi to Asawa: Designing Postwar America)

In corso20 settembre 2026 – 10 gennaio 2027·30 $

Sculture e opere di design di sei artisti nippo-americani – Isamu Noguchi, George Nakashima, Leo Amino, S. Neil Fujita, Kay Sekimachi e Ruth Asawa – che hanno ridefinito il design americano moderno dopo la detenzione nei campi durante la Seconda guerra mondiale.

Le prime sale sono rivestite di carta nera e lasciano a vista i chiodi da copertura, per richiamare le baracche rivestite di carta catramata dei campi in cui furono internati cinque dei sei artisti durante la Seconda guerra mondiale. Tra gli oggetti provenienti dai campi c’è un ramo secco di bitterbrush raccolto a Minidoka, uno dei rametti che Nakashima, Noguchi e Amino conservarono per decenni.

Poi le gallerie si fanno luminose, con i colori tipici della metà del Novecento, e gli oggetti diventano familiari: le lampade Akari e il tavolino IN-50 di Noguchi, le sedie di Nakashima, le forme sospese in filo metallico di Ruth Asawa, la copertina di Time Out di Dave Brubeck disegnata da S. Neil Fujita, persino il sacchetto di snack Bugles da lui progettato. Il percorso si conclude in un soggiorno arredato con le loro opere. «Forse non avete una lampada Akari di Noguchi, ma potreste avere i suoi imitatori di Target e Ikea», ha detto la curatrice Cindy Kang all’Inquirer.

La progettista della mostra, Stephanie Goto, definisce «pesante» questo prologo. La mostra si trova nella Roberts Gallery ed è compresa nel biglietto d’ingresso generale (30 dollari; 5 per gli studenti, valido per due giorni consecutivi). Da giovedì a lunedì, alle 13, si svolge una visita guidata di un’ora; il primo venerdì del mese la mostra resta aperta fino alle 21.

Scelto dalla redazione

Le prime sale sono rivestite di nero, con i chiodi a vista, come le baracche dei campi in cui furono internati cinque dei sei artisti. Poi arrivano le lampade Akari di Noguchi, le forme in filo metallico di Asawa e la copertina di Time Out di Fujita: gli originali da cui derivano tante imitazioni Ikea.

Da non perdere

  • Il tavolino Milk House di Nakashima

    Un tavolino da caffè in teak del 1944, realizzato dopo che Nakashima lasciò Minidoka: nodi e crepe sono lasciati bene in vista, anziché essere levigati via.

  • My Arizona di Noguchi

    Un rilievo bianco, fitto di cavità e protuberanze, con una lastra di plexiglas magenta sospesa sopra che diffonde una luce calda sulla superficie.

  • Kunoyuki di Sekimachi

    Un’opera sospesa, intrecciata in monofilamento trasparente non tinto e grande quanto una persona: è così diafana da sembrare quasi un fantasma.

  • La copertina di Time Out di Fujita

    La copertina dell’album di Dave Brubeck del 1959, con campiture blu e forme circolari, accanto alla sovraccoperta del libro Il padrino, anch’essa disegnata da Fujita.

  • La forma in filo metallico a sette lobi di Asawa

    Una scultura sospesa in filo metallico intrecciato, composta da sette lobi interconnessi, con sfere intrappolate all’interno del primo e del sesto.

Ideale per

  • Visite serali
  • Per appassionati
  • Ospiti da fuori

Lascia perdere se

Cerchi una mostra di design leggera: si apre in sale nere concepite per richiamare le baracche dei campi.

Con i bambini

Le PECO Free First Sunday Family Days (1 novembre e 6 dicembre, dalle 10 alle 17) sono gratuiti e includono la mostra, oltre ad attività artistiche e spettacoli.

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Crediti fotografici

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