iThe Studio Museum in Harlem · Harlem
Una collettiva di diciannove artisti – tra cui Roy DeCarava, Kerry James Marshall e Lorna Simpson – che esplora il tono, dal nero al bianco e attraverso tutte le gradazioni intermedie, come linguaggio espressivo della materia.
Kerry James Marshall non ha voluto che il bianco fosse l’elemento più luminoso della sua fotografia. In Naomi satura le ombre di blu-nero e sostituisce i bianchi con sfumature di viola, così che persino la luce assume una tonalità violetta. Glenn Ligon sceglie la direzione opposta: mescola polvere di carbone a Stranger #86, creando una distesa quasi interamente nera, il cui titolo riprende il saggio di James Baldwin.
Tutte le opere provengono dalla collezione dello Studio Museum: una ventina di lavori in nero, bianco e nelle gradazioni intermedie, da un dagherrotipo senza data a un’opera su carta goffrata realizzata quest’anno da Chiffon Thomas. Non si tratta solo di fotografia. Ci sono anche un’opera a carboncino di Larry Walker, una serigrafia di Chris Ofili, un dipinto a olio di Yiadom-Boakye e un’opera di Paul Anthony Smith disegnata a grafite su gres. L’autoritratto di Zanele Muholi è stato realizzato sulla 116th Street, nove isolati più a sud: se vuoi, puoi vederlo a colori una volta uscita.
Nessun critico ha ancora recensito la mostra. L’ingresso è a offerta libera (si consigliano 16 dollari), gratuito la domenica e per i minori di 16 anni. Il museo resta aperto fino alle 21 il venerdì.
Kerry James Marshall, Naomi
Osserva le zone più luminose: Marshall ha sostituito i bianchi della fotografia con sfumature di viola e immerso le ombre nel blu-nero.
Glenn Ligon, Stranger #86
La polvere di carbone mescolata a olio in stick e gesso crea una distesa di un nero profondissimo; l’opera appartiene a una serie intitolata come il racconto di Baldwin "Stranger in the Village".
Dagherrotipo non identificato
Una donna nera seduta, dallo sguardo fermo; il suo abito scuro e la sciarpa chiara emergono sulla lastra d’argento, che l’ossidazione ha trasformato in un caldo color seppia.
Gary Simmons, Lean / To
Una baracca di legno tracciata con linee nere di diverso spessore, poi sfumate e cancellate con la rapidità delle linee di movimento di un cartone animato, come se la baracca stesse scomparendo.
Lorna Simpson, Appeared
Figure tratte da pubblicità di acconciature apparse su Ebony e Jet tra gli anni Cinquanta e Settanta affiorano e svaniscono in velature di tre diverse tonalità di blu, accanto all’iceberg ricorrente nell’opera di Simpson.
Cerchi il colore: a parte il viola di Marshall e i blu di Simpson, qui ci sono solo nero, bianco e grigio.
L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 16 anni compresi.