iThe Studio Museum in Harlem · Harlem
La prima mostra a raccontare la storia di Peggy Cooper Cafritz come collezionista, oltre che come sostenitrice delle arti, attraverso il suo lascito di oltre 200 artisti di origine africana e le più diverse tecniche espressive.
In una delle tre sale si stagliano tre jockey da giardino cromati, parzialmente fusi. Jocko di Sanford Biggers è una delle poche opere sopravvissute all’incendio del 2009 che distrusse gran parte della prima collezione di Peggy Cooper Cafritz: il più grande incendio di un’abitazione nella storia di Washington, DC. Due anni dopo, ricominciò ad acquistare opere.
Qui è esposta una parte delle oltre 400 opere che lasciò allo Studio Museum: quasi cinquanta artisti, da Kerry James Marshall e Wangechi Mutu a ex studenti della scuola superiore pubblica d’arte di Washington, DC, che aveva cofondato. La sua voce si legge su ogni parete: tutte le citazioni provengono dal suo libro. Il ritratto di Rozeal. su una valigia Louis Vuitton era nell’atrio di casa sua, ad accogliere gli ospiti. La maggior parte dei newyorkesi accoglie i propri ospiti con una scarpiera.
Nessun critico l’ha ancora recensita. Alcune opere sono impegnative: Njena Surae Jarvis appende parti di corpi modellate a fili e catene che evocano i linciaggi. L’ingresso è a offerta libera (si suggeriscono 16 dollari), gratuito la domenica e per chi ha 16 anni o meno; il venerdì la mostra resta aperta fino alle 21.
Sanford Biggers, Jocko
Tre jockey da giardino in bronzo cromato, parzialmente fusi: una delle poche opere sopravvissute all’incendio del 2009 nella casa di Cafritz.
Rozeal., Dave, Dove
Il ritratto dipinto di un uomo su una valigia Louis Vuitton, con il motivo LV evidenziato in blu; era nell’atrio di Cafritz, ad accogliere gli ospiti.
Hassan Hajjaj, Romancia
Una figura posa su un motorino chiamato Romancia, davanti a uno sfondo azzurro brillante; la incorniciano 46 confezioni di dadi da brodo di pollo disposte come piastrelle marocchine zellige.
Hank Willis Thomas, Basketball and Chain
Un uomo con scarpe da ginnastica Nike salta verso l’alto, fuori dall’inquadratura; le caviglie sono incatenate a un pallone da basket. Lo scatto ricorda una raffinata pubblicità minimalista.
Simone Leigh, No Face (Black)
Un volto femminile nero, privo di tratti, in terracotta e porcellana, con il bordo circondato da minuscole rosette che Leigh ha modellato a mano con frammenti d’argilla.
Cerchi un approfondimento su un singolo artista: qui ce ne sono quasi cinquanta, perlopiù con una sola opera ciascuno.
Ingresso gratuito per i bambini fino a 16 anni. Alcune opere affrontano i linciaggi e le caricature razziste: informati prima di visitare la mostra con i bambini più piccoli.