iMuseum of Modern Art (MoMA) · Midtown Manhattan
Una retrospettiva sui cinque decenni di attività della pittrice Nilima Sheikh, che ripercorre il suo rapporto con il Kashmir attraverso dipinti narrativi a rotolo, tra cui una nuova serie site-specific presentata in anteprima al MoMA.
In basso su un rotolo, una donna inginocchiata piange lacrime rosse; in grembo ha una losanga a forma di tomba, e dietro di lei c’è un bambino in una culla. Il rotolo è We Must Bear (2014), il cui titolo riprende un verso del mistico kashmiro medievale Nund Rishi.
È la prima mostra personale di Sheikh a New York. A metà della galleria sono appesi cinque rotoli dipinti su entrambi i lati, tratti da Each Night Put Kashmir in Your Dreams: ciascuno misura 12 per 6 piedi, e per leggerne il verso bisogna girargli intorno. Lungo le pareti, dipinti su carta raccontano le comunità nomadi Bakarwal del Kashmir. Seguono i dieci nuovi rotoli di Shahid (Witness), realizzati per questa sala: in basso, terre bruciate e inondate; sopra, cieli grigi con orizzonti rosso sangue.
È una pittura lenta, densa di testo e intessuta delle poesie di Agha Shahid Ali; il tema è la violenza, compresi due pannelli sull’aggressione del 2018 ad Asifa, una bambina Bakarwal di otto anni. Un foglio informativo della galleria aiuta a decifrare We Must Bear. La mostra è aperta fino al 13 giugno 2027; l’ingresso è incluso nel biglietto (30 dollari per gli adulti, gratuito fino a 16 anni).
La donna in lacrime in We Must Bear
Guarda in basso a sinistra sul rotolo: una donna inginocchiata piange lacrime rosse su una losanga in grembo; dietro di lei, un bambino in una culla è reso con uno stencil.
La figura che porta un corpo su per il pendio
Al centro di We Must Bear, una figura fatica a salire un pendio con un corpo senza vita sulle spalle: Sheikh ha ripreso questa posa da un dipinto safavide di Caino e Abele.
Le tombe lungo la Line of Control
Losanghe ottagonali ripetute rappresentano tombe anonime al confine; alcune sono sovrapposte a fiori ritagliati con stencil di carta Sanjhi, realizzati insieme ad artigiani di Mathura.
I cieli di Shahid (Witness)
Nei dieci nuovi rotoli, fuoco e inondazioni riempiono le fasce inferiori, mentre esseri ultraterreni osservano dall’alto e gli uccelli volano verso cieli più chiari e azzurri.
Le parole a stencil in Home, Land 4
Le voci dei Bakarwal si distendono sul paesaggio: «Viviamo nelle foreste da centinaia di anni e ora ci definiscono occupanti illegali».
Cerchi una visita più leggera: questi rotoli affrontano la guerra, lo sfollamento e la violenza contro una bambina.
L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 16 anni, ma due pannelli testuali di Home, Land raccontano la violenza subita da una bambina di otto anni: meglio consultarli prima di portare i bambini.