iMuseum of Modern Art (MoMA) · Midtown Manhattan
La prima mostra personale di Na Mira in un museo di New York: un'installazione multimediale appositamente commissionata per il Kravis Studio, che utilizza frequenze radio, calore infrarosso e olografia, ispirandosi allo sciamanesimo coreano e al cinema strutturale.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
«Lavoro con ciò che è difficile da vedere», ha detto Na Mira, e lo intende alla lettera: le sue installazioni sono costruite con frequenze radio, calore infrarosso e olografia. Per la sua prima mostra personale in un museo di New York, ha girato in luoghi di particolare significato personale e storico, lasciando che fossero il caso e il desiderio a guidare le riprese.
Il risultato è una nuova opera commissionata, proiettata in tutto il Kravis Studio, la sala del MoMA dedicata alla performance e alle immagini in movimento. Mira attinge ai rituali sciamanici coreani e al cinema strutturale, e definisce la propria pratica «non film, non video, non performance, non testo». Secondo il MoMA, l’obiettivo è smantellare l’immagine fedele su cui fanno leva la propaganda e il soft power.
Vi si accede direttamente dalle gallerie della collezione al quarto piano, perciò la visita si inserisce senza difficoltà in una normale visita al MoMA. È una mostra adatta a chi ama l’arte che indaga il funzionamento delle immagini e i loro limiti; non ci sono ancora recensioni. I posti a sedere cambiano con ogni installazione nello Studio; gli sgabelli delle gallerie sono disponibili su richiesta agli ingressi del museo.