iMuseum of Modern Art (MoMA) · Midtown Manhattan
La prima grande retrospettiva dedicata agli ultimi anni newyorkesi di Piet Mondrian (1940-44), che riunisce Broadway Boogie Woogie e Victory Boogie Woogie per la prima volta in 30 anni e ricostruisce l'influenza del boogie woogie sulle sue composizioni tarde.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Il 3 ottobre 1940, Piet Mondrian, 66 anni, sbarcò dalla RMS Samaria dopo aver attraversato l’Atlantico in tempo di guerra. Quella sera, l’amico Harry Holtzman gli fece ascoltare alcuni dischi di boogie woogie. Da quella musica nacquero gli ultimi due dipinti di Mondrian: Broadway Boogie Woogie e l’incompiuto Victory Boogie Woogie sono esposti insieme per la prima volta in 30 anni.
La mostra riunisce 30 opere realizzate nei suoi quattro anni a New York, tra cui dipinti che aveva portato dall’Europa in una cassa e rielaborato per renderli, come disse lui stesso, «più boogie woogie». Intorno alle opere, materiali d’archivio, registrazioni audio nelle sale e una sezione dedicata al Café Society, il nightclub integrato in cui ascoltò dal vivo quella musica. La colonna sonora si ascolta in sala: Jason Moran ha registrato un brano originale su uno Steinway installato nella galleria, riprodotto in formato digitale.
La mostra è al Floor 3 (3 South); le anteprime per i soci si tengono dal 18 al 20 marzo e il programma è affiancato da concerti dal vivo. Dopo New York, si sposterà al Kunstmuseum Den Haag.
Victory Boogie Woogie
L’ultima tela, rimasta incompiuta, che Mondrian stava dipingendo; in prestito dall’Aia, conserva ancora i pezzi di carta colorata e di nastro adesivo che continuò a spostare fino alla morte, nel 1944.
Broadway Boogie Woogie
La tela di 50 pollici per lato appartenente alla collezione del MoMA: la griglia nera è scomparsa e piccoli blocchi di colori primari si susseguono in schemi che ricordano la mappa sincopata di una strada.
I dipinti nella cassa
Opere che Mondrian portò dall’Europa e rielaborò a New York: osserva che cosa cambiò quando le rese «più boogie woogie».
Lo Steinway in galleria
Un pianoforte installato tra le opere, su cui Jason Moran ha registrato una composizione originale per la mostra, riprodotta in formato digitale.
La sezione sul Café Society
Una sezione dedicata al primo nightclub integrato di New York, dove si esibivano stabilmente i pianisti Albert Ammons, Meade «Lux» Lewis e Pete Johnson e di cui Mondrian era un habitué.