iMuseum of Modern Art (MoMA) · Midtown Manhattan
L'installazione digitale Berl-Berl reinventa le zone umide perdute di Berlino come una palude digitale e cantante, intrecciando ricerca ecologica, folklore slavo e tecnologia dei motori di gioco per esplorare i mondi umani e oltre-umani.
Al MoMA, Triglav, la divinità a tre teste del folklore slavo, appare come un albero gigantesco in una palude digitale. Vive in Berl-Berl, la simulazione di Jakob Kudsk Steensen delle zone umide su cui è stata costruita Berlino. Il nome della città deriva dalla parola slava che significa «palude».
È l’unica opera della mostra ed è generata dal vivo: immagini e suoni vengono elaborati in tempo reale, perciò ogni passaggio è diverso. Steensen ha trascorso mesi nelle zone umide ancora esistenti di Berlino insieme al Museum für Naturkunde, acquisendo scansioni di suoli, piante e correnti con la fotogrammetria macro. Ci si trova circondati da schermi che occupano intere pareti, mentre registrazioni sul campo alterate di anfibi si mescolano alla voce di Arca e a canti sorbi e slavi. Berl-Berl è stata presentata per la prima volta nel 2021 alla Halle am Berghain e da allora è cambiata a ogni tappa.
Time Out l’ha collocata a metà strada tra un’installazione artistica e un «documentario naturalistico estremamente sofisticato». Occupa la Agnes Gund Garden Lobby al Floor 1 fino al 7 marzo 2027; l’ingresso è gratuito. Berlino ha preso il nome dalla sua palude; quella di New York riaffiora ancora sulle banchine della metropolitana dopo un forte acquazzone.
Triglav come albero gigantesco
Nella versione della palude presentata al MoMA, la divinità a tre teste del folklore slavo appare come un albero enorme.
Il suolo della palude in scala gigantesca
La fotogrammetria macro ingrandisce sui grandi schermi che occupano intere pareti le trame microscopiche dei suoli, delle piante e delle correnti delle zone umide di Berlino.
Arca e gli anfibi
Registrazioni sul campo alterate digitalmente, con i suoni degli anfibi e i ritmi del fiume, si mescolano alla voce di Arca e a canti delle tradizioni sorba e slava.
Uno sguardo dal punto di vista di un insetto
La prospettiva passa da una visione dell’intera palude a un punto di vista frammentario, simile a quello di un insetto; la simulazione in tempo reale non ripropone mai due volte lo stesso passaggio.